Seguici
Notizie live
Caricamento...

Arenaccia, ferito un disabile in un agguato: arrestato il nipote di un camorrista

Scorri per leggere ↓

Un giovane disabile ferito alla gamba per un 'like' social: arrestato il nipote di un boss nel quartiere Arenaccia di Napoli.

Napoli è scossa da un grave episodio di violenza che ha avuto luogo nel quartiere Arenaccia, dove un giovane disabile di 29 anni è stato colpito da un proiettile alla gamba in un contesto tanto surreale quanto drammatico. Secondo le prime informazioni, l’aggressione sarebbe stata scatenata da un “mi piace” lasciato sulla pagina social della fidanzata di un noto esponente camorristico.

Le indagini della Polizia hanno portato al fermo di un giovane, parente di Ettore Esposito, un nome noto nel clan Contini. In un’azione sconcertante, il fermato ha sparato un colpo di pistola dal passeggero di uno scooter, colpendo la gamba della vittima, già amputata dall’altra parte. Non contento, ha anche rubato il cellulare del giovane, restituendolo solo dopo una complessa mediazione fra le famiglie coinvolte.

“Ringrazia perché non ti ho ucciso”, avrebbe minacciato l’aggressore prima di dileguarsi. Questa dichiarazione fa da eco alle paure della comunità, intensificando il senso di insicurezza tra i residenti. Le accuse avanzate nei suoi confronti includono lesioni gravissime e rapina, mentre la vittima attualmente deve affrontare una situazione medica critica dopo un intervento chirurgico complesso.

Inizialmente riluttante a collaborare, il 29enne ha deciso di aprirsi con gli investigatori, suscitando una profonda preoccupazione fra i cittadini. Gli agenti della Squadra Mobile hanno raccolto elementi decisivi per il fermo del sospettato, tracciando un quadro inquietante di come anche una semplice interazione sui social possa innescare una violenza inaspettata.

Questo episodio svela un nodo complesso della criminalità napoletana, dove persino un “like” può determinare conseguenze gravi. Con le forze dell’ordine al lavoro per chiarire ogni dettaglio, la comunità rimane col fiato sospeso, in attesa di risposte e di sicurezza. La vicenda ha sollevato interrogativi su come prevenire tali situazioni in un contesto dove la linea tra vita sociale e rischio criminale è sempre più sottile.