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Aeroporto di Capodichino, recuperato un raro succiacapre in difficoltà

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Un esemplare protetto di succiacapre è stato recuperato in un hangar dell'aeroporto di Napoli, ora in cura per il recupero.

Un raro succiacapre, trovato in gravi condizioni all’aeroporto di Napoli Capodichino, ha suscitato meraviglia e preoccupazione. L’episodio è avvenuto nella mattinata del primo giugno, quando i tecnici di manutenzione hanno notato il volatile privo di forze all’interno di un hangar e non hanno esitato a lanciare l’allerta alla Polizia metropolitana.

Secondo quanto riportato dalle prime informazioni disponibili, il succiacapre era incapace di volare e mostrava segni evidenti di stress e denutrizione. Gli agenti, intervenuti prontamente, hanno recuperato l’animale con attenzione per evitare ulteriori traumi, trasferendolo al Centro recupero animali selvatici Federico II, struttura che opera in sinergia con l’Università di Napoli e l’Asl Napoli 1 Centro.

I veterinari del centro hanno effettuato un approfondito controllo, riscontrando una grave condizione di denutrizione e un notevole stress psicofisico. Questi problemi sono stati attribuiti al lungo viaggio migratorio che il succiacapre affronta ogni anno dall’Africa all’Europa, in cerca di condizioni favorevoli per la riproduzione.

“Abbiamo attivato i protocolli di terapia intensiva, con alimentazione e reidratazione”, spiegano i veterinari del centro. “Il nostro obiettivo è ristabilire le forze dell’animale e prepararlo per una futura liberazione nel suo habitat naturale.”

Questa vicenda evidenzia l’importanza della collaborazione tra operatori aeroportuali, forze dell’ordine e specialisti veterinari per la tutela della fauna protetta, specialmente in contesti complessi come quello di un aeroporto. Un gesto di responsabilità che, in una città come Napoli, mette in luce quanto sia fondamentale salvaguardare anche le creature più vulnerabili.

Intanto, cresce l’interesse tra i cittadini e gli amanti della natura. Resta ora da capire se e quando il succiacapre potrà ritornare a volare libero nel suo ambiente naturale. La domanda, ora, resta aperta.