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Cronaca

Ponticelli in lacrime: gli studenti onorano Lyuba e Sara nel nome della vita e della giustizia

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Ponticelli in lacrime: gli studenti onorano Lyuba e Sara nel nome della vita e della giustizia

Si è aperta in un clima di forte tensione emotiva la giornata di sensibilizzazione a Ponticelli, nella difficile periferia orientale di Napoli. Qui, studentesse e studenti hanno ricordato Lyuba e Sara, due giovani vite spezzate dal femminicidio, i cui corpi sono stati ritrovati in un cantiere a Pollena Trocchia. “Siamo qui per non dimenticare, per lottare contro questa violenza che ci tocca tutti”, ha dichiarato un ragazzo, mentre il gruppo si riuniva in cerchio, unendo le mani in segno di solidarietà.

Un pensiero è andato anche a Martina Carbonaro, la 14enne vittima di un altro tragico omicidio avvenuto ad Afragola. Proprio in questi giorni, il processo per la sua morte ha avuto inizio, portando alla luce un altro capitolo inquietante di una storia che sembra non avere fine.

L’evento, tenutosi presso l’istituto “Sannino De Cillis”, si è inserito nel progetto “Differenze 2.0”, una significativa iniziativa nazionale finanziata dal Dipartimento per le Pari Opportunità. Le parole della dirigente scolastica Angela Mormone, che ha parlato in collegamento, hanno dato il via a una mattinata dedicata alla riflessione e al coinvolgimento attivo.

Presenti, tra gli altri, la consigliera regionale Assunta Panico, presidente della commissione per il contrasto alla violenza di genere. “Ogni vittima ci ricorda l urgenza di agire, di creare una rete contro questo flagello”, ha affermato, mentre i rappresentanti UISP si preparavano a portare un messaggio di inclusione e rispetto.

Gli studenti hanno dato vita a una performance coreografica sul tema della violenza, guidati da Christel Scaraglia. Le emozioni si sono fatte sentire forti mentre la musica di “Fuori dal gelo”, interpretata da due ragazze, è risuonata tra le pareti dell’istituto, un canto di speranza e resistenza.

Allo stesso modo, lo sport ha avuto un ruolo fondamentale nella giornata. Nel cortile, un laboratorio di arrampicata ha coinvolto i ragazzi in attività ludiche, trasformando il gioco in un potente strumento educativo. “Dobbiamo abbattere le barriere e far capire che le differenze non devono mai generare esclusione”, ha commentato Carla Casapulla, mettendo in risalto l’importanza di costruire una rete sociale.

“Queste storie devono servirci da monito”, ha concluso, mentre i volti dei partecipanti riflettevano un mix di tristezza e determinazione. La lotta contro la violenza di genere è ben lungi dall’essere finita. A Ponticelli si è accesa una luce di speranza, ma la strada da percorrere è ancora lunga. Cosa faremo dopo? Cosa possiamo cambiare? Le domande rimangono nell’aria, pronte a essere affrontate.

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