Cronaca
Papa ad Acerra: il vescovo Di Donna lancia un appello shock agli inquinatori
Napoli – Una tempesta di indignazione e dolore si è scatenata questa mattina al Duomo di Acerra, dove Monsignor Antonio Di Donna ha pronunciato parole forti e chiare riguardo all’emergenza ambientale che attanaglia la Campania. “L’inquinamento ha provocato tante vittime”, ha tuonato il vescovo, rivolgendosi a un pubblico visibilmente scosso, “e a chi continua ad avvelenare la nostra Terra, diciamo: convertitevi, perché il vostro non è solo un reato, è un peccato”.
Le parole del prelato arrivano in un momento cruciale, in cui la Terra dei Fuochi continua a far parlare di sé. Solo ieri, una nuova operazione delle forze dell’ordine ha portato alla luce un ulteriore caso di sversamento di rifiuti tossici nelle campagne del Casertano. “Non è più solo un problema locale, è un’emergenza nazionale”, ha avvertito Di Donna, invitando tutti a riflettere sulla gravità della situazione.
Il vescovo non si è limitato a descrivere i danni calamitosi della sua diocesi, ma ha tracciato un quadro allarmante dell’intero Paese. “In Italia ci sono molte Terre dei Fuochi”, ha aggiunto con forza, elencando i 51 Siti di Interesse Nazionale, da Casale Monferrato a Taranto. E mentre queste parole risuonavano nel Duomo, un senso di apprensione serpeggiava tra i presenti, consapevoli che la battaglia contro l’inquinamento è solo all’inizio.
“Il dramma è iniziato negli anni ’80”, ha proseguito, ricordando le scelte scellerate di imprenditori senza scrupoli che, pur di risparmiare, hanno scaricato rifiuti tossici su terre che avevano già sofferto abbastanza. La criminalità organizzata ha prosperato nel silenzio dei governi, vendendo una falsa soluzione a un problema devastante.
L’allerta su ciò che accade in quella fascia di territorio tra Napoli e Caserta è palpabile, quasi tangibile. La richiesta di giustizia è stata accentuata dal racconto commovente di genitori di giovani deceduti per tumori, che, come affermato dal vescovo, sono “vere vittime dell’inquinamento”. “Negli ultimi 30 anni, solo ad Acerra, sono morti circa 150 ragazzi”, ha fatto notare con tristezza, sottolineando l’assurdità di una situazione inaccettabile.
“Chiudete gli occhi per un attimo e immaginate”, ha esortato Di Donna, “quanti altri giovani sono ancora in pericolo?”. La comunità presente ha ascoltato in silenzio, il respiro carico di angoscia.
La lotta contro l’inquinamento e le malattie ad esso collegate continua a essere un tema scottante e divisivo. Riuscirà la società civile a farsi sentire? La questione dei rifiuti tossici è destinata ad animare dibattiti accesi nei prossimi giorni, e i cittadini stanno già sollevando voci di protesta.
Mentre le parole di Monsignor Di Donna risuonavano nell’aria, il sentore di una battaglia imminente era palpabile, e l’urgente richiesta di cambiamento si faceva sempre più forte. Ma basteranno solo le parole per salvare un intero territorio?