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Cronaca

Napoli stringe le maglie sulla movida: pm all’attacco del rumore notturno

Da giugno 2024 a ottobre 2026 misure restrittive per contenere rumori e assembramenti nelle zone più frequentate di Napoli.

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La movida napoletana cambia volto. È stato un weekend di tensione, con l’aria che si è fatta pesante a Chiaia e nel centro storico. “Non possiamo più vivere in questo caos,” ha dichiarato un residente di via Cisterna dell’Olio. Le nuove ordinanze del sindaco Gaetano Manfredi, in vigore dal 1 giugno, promettono di riportare il decoro e la tranquillità.

Il cuore pulsante della città dovrà adattarsi. Con l’introduzione del divieto di vendita da asporto di alcolici dalle 22:30, i locali chiuderanno all’una durante la settimana e alle due nel weekend. Una scelta audace che può cambiare le abitudini di migliaia di giovani. Ma è davvero questa la soluzione?

Le ordinanze colpiscono zone chiave come piazza del Gesù Nuovo, dove i residenti hanno protestato a lungo. “L’altra notte, il rumore era insopportabile,” racconta una donna con gli occhi stanchi, visibilmente esausta. Secondo l’Arpac, i livelli di rumore notturno superano frequentemente i limiti. Ora, le nuove regole vogliono mettere un freno a questa situazione.

Le sanzioni per chi infrange le nuove regole sono pesanti. Multa da 2.000 a 20.000 euro e, nei casi più gravi, chiusura dei locali. Una mossa decisa, tanto che molti imprenditori si sono già detti preoccupati. “Non possiamo permetterci di chiudere i battenti, le spese sono alte,” afferma un barista di Chiaia, con la voce tremante.

Queste misure nascono dopo anni di contenziosi legali e malcontento tra i residenti, stanchi di convivere con un rumore assordante. La città, un tempo simbolo di vivacità, si trova ora a un bivio. Come reagiranno i giovani alla restrizione? Sarà sufficiente per riportare la quiete o si aprirà un nuovo fronte di proteste?

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