Cronaca
Napoli, l’ex forno del Vasto diventa giallo: un mistero dietro la «Casa della Dieta Mediterranea»
Lo storico ex forno comunale di vico Vasto a Casanova, un simbolo di degrado nel cuore di Porta Capuana, sta per rinascere. Il Comune di Napoli ha annunciato l’avvio ufficiale del recupero dell’immobile, trasformandolo in un “Community Hub del cibo”. Qui, l’alimentazione diventerà strumento di salute, integrazione e rinascita sociale.
“Non stiamo solo riaprendo un vecchio panificio”, ha sottolineato l’assessora all’Urbanistica Laura Lieto. “Stiamo costruendo un luogo di cura. L’Ex Forno sarà un ponte tra le eccellenze campane a chilometro zero e i cittadini”. Il progetto ha l’obiettivo di offrire un ristorante di comunità, fungendo da presidio contro le fragilità e creando un legame forte con il territorio.
Ma non si tratta solo di cibo; l’Hub avrà una forte componente scientifica. In collaborazione con la cattedra Unesco per la nutrizione e la dieta mediterranea dell’Università Federico II, l’iniziativa affronterà un’emergenza seria: l’obesità giovanile. “Dobbiamo agire subito, la salute dei nostri giovani è in gioco”, ha dichiarato una fonte dell’Università. In un quartiere complesso come il Vasto, l’Hub si propone come laboratorio di cittadinanza attiva.
I lavori andranno a ritmo serrato. Tra aprile e maggio 2026, si inizierà con la messa in sicurezza dell’edificio. È già in corso una fase di ascolto del territorio, cruciale per garantire che le esigenze della comunità siano ascoltate. “Il coinvolgimento dei cittadini è essenziale,” ha commentato un residente del quartiere. Entro giugno, il progetto di fattibilità tecnica sarà pronto, per passare alla progettazione esecutiva tra novembre e dicembre.
Ma l’ex forno non sarà solo un ristorante o uno spazio didattico. Sarà un “ponte” culturale che mira a valorizzare le competenze locali e restituire dignità a un’area in difficoltà. Si partirà dal nutrimento, inteso non solo come sostentamento, ma come benessere globale, per il corpo e per lo spirito della comunità.
E ora, con i lavori in arrivo, ci si chiede: sarà davvero questa la chiave per rivitalizzare un quartiere in crisi? I cittadini sono pronti ad abbracciare questa trasformazione?