Cronaca
Napoli in allerta: 12 arresti nel caos del centro storico tra Cavone e piazza Dante
All’alba di oggi, il centro storico di Napoli ha vissuto un’operazione senza precedenti. Dodici misure cautelari sono state eseguite dalla Polizia di Stato e dai carabinieri in uno dei vicoli più densi della città, il Cavone di piazza Dante. L’operazione, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, ha messo nel mirino un gruppo sospettato di traffico di sostanze stupefacenti. Sorprendentemente, due dei destinatari del provvedimento sono al momento irreperibili.
“Abbiamo sfruttato anni di indagini per colpire un gruppo che non solo traffica droga, ma gestisce anche estorsioni”, ha affermato un portavoce delle forze dell’ordine. I reati contestati agli indagati spaziano dall’associazione di stampo mafioso all’estorsione, dalla detenzione di armi alla violenza. Ciò che ha scosso maggiormente è la connessione con il clan Lepre, noto per la sua radicata presenza in questo stesso territorio.
Le indagini hanno rivelato che il gruppo ha continuato a operare anche dopo la morte del boss Ciro Lepre, conosciuto come ‘o sceriffo’. “Nonostante i precedenti arresti, la rete del narcotraffico si è rinforzata”, aggiunge il portavoce. Incredibile, in un’area che già vive tensioni elevate, gli investigatori hanno identificato due principali piazze di spaccio: in via Correra, una di queste è percepita come il centro operativo, l’altra come una diramazione dedicata a marijuana e hashish.
La portata dell’inchiesta è enorme: ben 54 persone risultano indagate, e oltre 250 violazioni di legge vengono contestate ai dodici destinatari delle misure. “Abbiamo intercettato anche accessi irregolari a comunicazioni di detenuti, dimostrando la complessità dell’operazione”, sottolinea un altro ufficiale.
Questa operazione è solo una delle tante in un contesto di crescente attenzione verso il centro storico di Napoli, un’area martoriata da episodi di violenza che spaventano i residenti. “La situazione sta diventando insostenibile, è ora che la città reagisca”, racconta un testimone, scosso da quanto accaduto.
Nonostante il provvedimento cautelare adottato, la lotta contro la criminalità organizzata sembra ancora lontana dalla conclusione. Le persone coinvolte sono considerate presunte innocenti fino all’eventuale sentenza definitiva. La vita nel Cavone continua, tra assilli e speranze, lasciando aperta la domanda: quale sarà il futuro del quartiere e dei suoi abitanti in questa battaglia contro la mafia?