Seguici sui Social

Cronaca

Napoli e fibromialgia: una lotta silenziosa contro l’invisibilità sociale

Pubblicato

il

Napoli e fibromialgia: una lotta silenziosa contro l’invisibilità sociale

Oggi, Napoli si è fermata per un momento di grande intensità. Al Gran Caffè Gambrinus, uno dei luoghi simbolo della città, si è parlato di fibromialgia. Non è solo una malattia; è una sfida che migliaia di donne affrontano in silenzio nei quartieri, tra le mura di casa, portando un peso insostenibile sulle loro spalle.

“È una realtà che non possiamo ignorare”, ha dichiarato Gabriele Melluso, presidente nazionale di Assoutenti. Le sue parole risuonano forti, richiamando l’attenzione su una condizione spesso trascurata. Nel pomeriggio si è tenuta la “Giornata Nazionale per il riconoscimento della Fibromialgia”, un’iniziativa che parte da un sogno: ottenere un riconoscimento per chi soffre.

Le storie raccontate nel corso dell’incontro hanno dipinto un quadro desolante. Pazienti che versano in un mare di sofferenza, costrette a vivere con una malattia che mina la loro vita lavorativa e sociale. “Ogni mese, affrontiamo costi enormi”, ha lamentato una testimonianza dal pubblico. “Non possiamo continuare così.”

Sul tavolo, il dibattito si è concentrato su leggi e tutele, a partire dalla Legge 104/1992. L’inserimento della fibromialgia nei Livelli Essenziali di Assistenza è un passo avanti, ma si parla di soluzioni per il 16% dei malati. “Una percentuale inaccettabile”, hanno ripetuto in coro i relatori. “La maggior parte delle persone è ancora esclusa.”

Le avvocate Carmen Di Giovanni e Melania Capasso hanno portato all’attenzione un caso che potrebbe diventare emblematico per molti. “Siamo in attesa di un verdetto dal Tribunale di Napoli. È il momento di farsi sentire”, hanno sottolineato con determinazione. Le leggi, oggi, sembrano un puzzle da risolvere, ma la pazienza dei pazienti ha un limite.

Sergio Costa, vicepresidente della Camera, non è voluto mancare a questo appello. “La Campania deve essere il punto di partenza per una legge nazionale”, ha affermato con una nota di speranza. Gli occhi di tutti erano focalizzati su una richiesta chiara: dignità e diritti per chi vive una vita di lotta quotidiana.

Il Gran Caffè Gambrinus si è trasformato in un palcoscenico di verità e urgenza. Ogni storia raccontata è una spinta a non fermarsi. E allora, ci si chiede: Napoli avrà finalmente la forza di trasformare questa dolorosa realtà in un cambiamento concreto, o ci ritroveremo di nuovo a parlare di un problema ignorato nei corridoi della politica?

Questo sito web non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.
Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001.
Alcuni contenuti sono generati attraverso una combinazione di una tecnologia proprietaria di IA e la creatività di autori indipendenti.
Per contatti [email protected]