Cronaca
Kimbo regala l’arpa storica di Felice Lebano al Conservatorio di Napoli: un gesto che scuote la città
C’è un’aria di celebrazione a Napoli, ma anche di grande emozione. La storica donazione di un’arpa appartenuta al maestro Felice Lebano, celebre allievo del Conservatorio di San Pietro a Majella, ha riacceso l’interesse per la musica e la cultura partenopea. “È un momento unico per la nostra scuola,” commenta il direttore del Conservatorio, visibilmente commosso.
La chitarra di Lebano, un’arpa Erard acquistata a Parigi nel 1877, è tornata a casa dopo decenni. Riportare questo strumento alla fruizione pubblica non è solo un gesto simbolico; è un ritorno alle radici di una tradizione musicale che ha reso Napoli un faro di cultura in tutto il mondo. Le strade di Chiaia e il quartiere del Vomero brulicano di curiosità e attesa per il concerto che celebrerà non solo il bicentenario dell’istituto ma anche la vita di un grande musicista.
Felice Lebano, nato a Napoli nel 1857 e scomparso nel 1919, ha vissuto un’esistenza dedicata alla musica. Si esibì in numerosi concerti, portando il nome di Napoli in giro per il mondo. “Dopo aver suonato in America Latina, tornò qui e cambiò la storia dell’arpa,” racconta un vecchio studente del Conservatorio, sfogliando un album di fotografie ingiallite.
La storia non finisce qui. Anche Giovanni Caramiello, un altro allievo di Filippo Scotti, ha avuto un ruolo cruciale nel diffondere la passione per l’arpa. Succedendo a Scotti nel 1886, Caramiello ha formato generazioni di musicisti, rendendo la scuola arpistica del “San Pietro a Majella” un punto di riferimento internazionale.
La donazione dell’arpa assume quindi un significato storico profondo. È un legame diretto con una delle stagioni più significative della musica napoletana. La città guarda con interesse al concerto gratuito in Sala Scarlatti, in programma il 22 maggio 2026. Sarà un evento da non perdere, con i docenti e gli studenti della Classe di Arpa che si esibiranno insieme a discendenti diretti di Lebano.
La conferenza dedicata a Lebano, inoltre, promette di offrire nuovi spunti e riflessioni sul mondo musicale partenopeo, con interventi di esperti che ci porteranno indietro nel tempo. E non mancherà la possibilità di gustare un caffè Kimbo, simbolo della tradizione gastronomica napoletana.
Riuscirà Napoli a mantenere viva l’eredità di questi musicisti? Saranno i giovani artisti ad accogliere la sfida per continuare a scrivere la storia della musica in questa città vibrante e complessa? La tensione nell’aria è palpabile, e molti già si chiedono quale sarà il prossimo passo in questo affascinante percorso.