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Cronaca

Eav in sciopero: il caos sulle tratte vesuviane stravolge Napoli

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Eav in sciopero: il caos sulle tratte vesuviane stravolge Napoli

Un caos annunciato. Nella tumultuosa giornata di ieri, Napoli ha fatto i conti con uno sciopero che ha paralizzato gran parte del servizio Eav. La decisione dell’azienda di concentrare le risorse sulla linea Napoli-Torre Annunziata-Sorrento ha scatenato polemiche e malcontento tra i pendolari.

“Non possiamo permetterci di avere disordini in un giorno così affollato,” ha dichiarato un portavoce di Eav. Parole che suonano come un avvertimento in un contesto già di per sé teso. Eppure, molti cittadini si sono trovati a fare i conti con l’assenza di corse sulle linee vesuviane, costretti a lungo attendere e a rinunciare ai propri impegni.

Lo sciopero, proclamato dal sindacato Orsa, ha visto una partecipazione nota: il 10,5% tra i lavoratori su un totale di 1079. Ma i numeri parlano chiaro: le ferite più profonde si sono aperte sui treni vesuviani, dove il 50% dei macchinisti ha incrociato le braccia. “Non potevo credere ai miei occhi quando ho visto l’ennesimo treno cancellato,” ci racconta Paolo, pendolare di Ercolano. “C’è solo una corsa ogni 30 minuti. È insostenibile.”

La giornata ha evidenziato come l’azienda Eav abbia privilegiato la continuità su alcune linee, abbandonando altre al loro destino. Solo sull’autobus e la metropolitana la situazione è rimasta sotto controllo, ma chi vive nei quartieri più lontani ha dovuto affrontare un servizio ridotto all’osso. I dati parlano chiaro: il 65% delle corse sulla vesuviana è saltato, lasciando decine di passeggeri a bocca asciutta.

E l’ira degli utenti cresce. Critiche piovono da più parti. “Non possiamo sempre subire le conseguenze delle scelte aziendali,” afferma Lucia, una studentessa in attesa di un bus. “Siamo stanchi di essere presi in giro.”

Anche se Eav giustifica la sua posizione come necessità di mantenere l’ordine pubblico, la domanda rimane: vale davvero la pena sacrificare la mobilità di molti per il bene di pochi? Chi pagherà il costo di questa scelte nei prossimi giorni?

Le tensioni sono palpabili, e Napoli, ancora una volta, si trova a dover fare i conti con un servizio pubblico che divide. La questione è aperta, e la risposta, almeno per ora, non sembra in vista.

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