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Cronaca

Caos a Caivano: scoperto traffico illecito di rifiuti camuffati da rottami di ferro

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Caos a Caivano: scoperto traffico illecito di rifiuti camuffati da rottami di ferro

Un’azione choc scuote Napoli: sequestrati rifiuti pericolosi nell’hinterland. È il 29 settembre quando il Molo 42 del porto di Napoli diventa teatro di un’operazione dei Carabinieri del Gruppo per la Tutela Ambientale. Sono tre i camion carichi di rottami ferrosi pronti ad essere imbarcati per la Turchia che si fermano bruscamente. «I documenti presentati non rispecchiavano la realtà del carico», commenta un ufficiale presente durante il blitz.

La scoperta è inquietante: tra il metallo riciclato, spuntano rifiuti tossici. Componenti di veicoli non bonificati e bombolette spray si mischiano ai rottami, creando un mix letale. I militari non hanno bisogno di molto tempo per capire che qualcosa non va. La realtà è ben diversa da quanto dichiarato: la società di Caivano, che gestiva i rifiuti, non aveva le autorizzazioni necessarie.

Il controllo si sposta immediatamente allo stabilimento, dove la situazione è drammatica. Rifiuti speciali abbandonati direttamente a contatto con il suolo: «Un rischio ecologico enorme», avvertono gli inquirenti. E mentre gli esperti dell’Arpa Campania si uniscono all’indagine, la conferma delle sostanze ecotossiche nelle analisi di laboratorio appare come una sentenza. Concentrati di idrocarburi pesanti e piombo sono solo l’inizio.

La sicurezza radiologica, un’altra piaga nel caso, rivela che la sorveglianza non è mai stata operativa. La strumentazione, verificata durante l’ispezione, è risultata inutilizzabile. L’assenza di controlli non fa che amplificare le preoccupazioni.

Il decreto di sequestro, emesso dal GIP del Tribunale di Napoli Nord, non lascia spazio a dubbi. Oltre 2.000 tonnellate di materiale pericoloso, 14 autoarticolati e 60 container sono sotto i sigilli. Il rappresentante della società ora deve affrontare pesanti accuse di spedizione illegale di rifiuti.

«Non ci fermeremo finché non avremo chiarito tutti gli aspetti di questa vicenda», ha dichiarato un portavoce dell’arma. Ma intanto, la comunità di Caivano è in allerta. Cosa accadrà ora? E quali sono le responsabilità nascoste dietro un caso che, per molti, potrebbe non essere un episodio isolato?

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