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Cronaca

Allerta al CTO di Napoli: la piscina riabilitativa in pericolo, serve sicurezza!

Il CTO di Napoli rilancia la piscina riabilitativa, puntando su sicurezza e personale specializzato per pazienti fragili.

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Napoli – La situazione è critica. Al Centro Traumatologico Ortopedico (CTO) di Napoli, si parla di un ritorno in grande stile della piscina riabilitativa, fondamentale per i percorsi terapeutici dei pazienti. Ma dietro la buona notizia si nasconde un’ombra di preoccupazione. “La sicurezza prima di tutto”, ribadisce un portavoce dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, sottolineando l’urgenza di garantire standard elevati.

La piscina, riqualificata e pronta a riprendere le attività, accoglie pazienti che lottano per tornare a una vita normale dopo gravi eventi, come ictus e infarti. Ma non è solo questione di acqua e terapia: il personale è cruciale. Medici fisiatri, fisioterapisti e assistenti bagnanti con brevetto sono essenziali. E mentre l’Azienda ha annunciato che le assunzioni di nuovi fisioterapisti sono in fase di completamento, le famiglie sono in attesa.

“Abbiamo visto davvero dei miglioramenti nei nostri bambini”, afferma una madre che ha partecipato a un progetto speciale dedicato a piccoli pazienti con bisogni particolari. Questa iniziativa, molto apprezzata, sarà rifinanziata, ma le domande rimangono: saranno sufficienti le risorse? La pressione aumenta, e non solo dalla richiesta di assistenza.

Il CTO non si ferma qui. Oltre alla riabilitazione in piscina, l’ospedale offre ambulatori e palestre attrezzate; un vero e proprio faro nel buio per chi ha subito traumi complessi. In un contesto urbano come Napoli, dove le necessità sanitarie si intrecciano con le difficoltà quotidiane, il piano di rientro sanitario e i nuovi fondi regionali potrebbero rappresentare una svolta.

Ma c’è chi teme che possa essere solo una mera illusione. “Cosa succederà quando l’attenzione mediatica calerà?”, si chiede un operatore del settore. Le prospettive di recupero per i pazienti più fragili restano quindi sull’orlo di un precipizio, mentre la comunità si interroga: Napoli è davvero pronta a supportare i suoi cittadini in un momento così delicato?

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