Pompei nel caos: segretario comunale aggredito da un consigliere dopo un voto fatale
Una violenta aggressione consumata tra le mura del Palazzo comunale scuote nel profondo Pompei, nel bel mezzo di una tesa campagna elettorale. La vittima è il segretario generale dell’ente, aggredito e schiaffeggiato da un consigliere comunale di maggioranza. La causa del folle gesto? Un motivo puramente personale: l’esito di un concorso pubblico al quale aveva partecipato il figlio del politico. Il segretario, presidente della commissione esaminatrice, è diventato il bersaglio della furia del consigliere non appena si è diffusa la notizia della bocciatura.
Dopo l'aggressione, il segretario è stato costretto a ricorrere alle cure mediche presso l'ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia, dove i medici gli hanno riscontrato diverse contusioni, giudicandolo guaribile in pochi giorni. Una testimonianza locale riporta: «È inimmaginabile che si arrivi a tanto, il Palazzo dovrebbe essere un luogo di rispetto». Subito dopo le dimissioni, il funzionario ha sporto querela formale. Il gesto ha scatenato una reazione istituzionale immediata e durissima. La sindaca facente funzioni, Andreina Esposito, insieme al presidente del Consiglio comunale, Giuseppe La Marca, ha condannato «con fermezza ogni forma di violenza», sottolineando l’impegno dell’amministrazione per una comunità fondata sul rispetto e sulla legalità.
Ma il fatto è rapidamente divenuto terreno di scontro politico regionale. Severino Nappi, coordinatore campano della Lega, ha affermato: «Condanniamo con forza la vile aggressione. È gravissimo che questo episodio sia stato innescato dalla vendetta per la bocciatura di un figlio». Le sue parole si sono fatte ancora più pesanti: ha parlato di «protervia e familismo», accennando a dinamiche che secondo lui attraversano comuni governati dalla sinistra, trasformando il drammatico episodio in un atto d’accusa a pochi mesi dalle amministrative.
Nel Palazzo di Città, la tensione è palpabile. La comunità di Pompei si trova a dover affrontare un atto di violenza che infanga l'immagine delle istituzioni locali proprio in un periodo così delicato. La ferma condanna del mondo civile e politico fa eco, mettendo in luce la necessità di proteggere i confini della legalità. Ma quanto possono continuare a tollerare i cittadini di Pompei? E quale impatto avrà questa violenza sul futuro politico della città?