Cronaca
Napoli sotto choc: l’amico di Vincenzo confessa l’orribile litigio fatale
Un omicidio che lascia senza parole. Ieri mattina, la tranquillità di Sessa Aurunca è stata spezzata dall’ammissione di un giovane, fermato per l’omicidio di Vincenzo Iannitti, ventenne di San Castrese scomparso il 19 marzo. “Sì, l’ho ucciso io”, ha confessato Viktor Uratoriu, un diciannovenne di origine rumena, dopo sei ore di interrogatorio.
L’eco di questa tragica vicenda risuona non solo a Sessa Aurunca, ma nella grande Napoli, richiamando alla mente il dramma che molti vivono nei quartieri più difficili. Uratoriu è accusato di omicidio volontario e occultamento di cadavere. I carabinieri hanno ricostruito una scena agghiacciante: la vittima colpita con due coltellate, poi un tentativo di nascondere il corpo in un cavedio.
Le indagini rivelano che Uratoriu conosceva Iannitti. I due erano amici e vivevano a poca distanza. “Lo conoscevamo insieme, non sembrava un ragazzo violento”, racconta un vicinato, visibilmente scosso dalla notizia. Questo legame inizialmente ha portato gli investigatori a interrogarlo subito dopo la denuncia di scomparsa.
Le dichiarazioni del giovane, però, si rivelano contraddittorie. Inizialmente aveva sostenuto di aver incontrato Iannitti in piazza e di esser poi tornato a casa solo. Ma le immagini delle telecamere di sorveglianza lo smentiscono: si allontanano insieme verso l’abitazione di Uratoriu.
Il corpo di Iannitti, rinvenuto in un sacco all’interno di un cavedio, racconta una storia di violenza. Il cadavere era coperto da materiale di risulta, e il coltello utilizzato, un utensile da cucina con una lama di otto centimetri, è stato sequestrato dagli agenti. “La scena del ritrovamento è stata devastante”, commenta un carabiniere, ancora scosso dall’accaduto.
Durante l’interrogatorio, il giovane ha descritto un’alterco culminato in tragedia. Ha affermato di aver colpito Iannitti alla gola in un momento di follia, spingendo poi il corpo nel cavedio. “Ho agito da solo”, ha ribadito, ma la sua versione, a tratti confusa, non convince gli investigatori.
Le indagini, tuttavia, continuano. Le domande si accumulano. Quale sia stato il movente rimane un mistero. L’esame autoptico, previsto nei prossimi giorni, sarà cruciale per chiarire le cause della morte di Iannitti. Non resta che attendere sviluppi in un caso che ha già scosso la coscienza di molti. Napoli, questa volta, si interroga.
