Cronaca
Allerta a Napoli: i sindacati contro Trasnova, il salario non si baratta!
Il dramma dei lavoratori di Trasnova si fa sempre più concreto, e il primo maggio potrebbe segnare l’inizio di un calvario inimmaginabile per centinaia di famiglie napoletane. «Non possiamo accettare di diventare danni collaterali in questa guerra industriale», tuonano i sindacati. La rabbia riempie l’aria del quartiere di Pomigliano d’Arco, dove tutto sembra sospeso in un incertezza insostenibile.
Le segreterie di Fim, Fiom, Uilm, Fismic e Uglm non risparmiano critiche al colosso Stellantis, accusato di ignorare le sue responsabilità sociali. «Le scelte strategiche del Gruppo non possono ricadere sulle spalle dei lavoratori», si legge nella nota ufficiale. Intanto, il suono delle proteste riecheggia tra le fabbriche, dove i dipendenti si sentono abbandonati mentre le riunioni si susseguono senza un esito soddisfacente.
La Regione Campania, nel mirino dei sindacati, è chiamata a intervenire. «Vogliamo un’azione concreta, non una chiacchiera burocrazia», avvertono. La pazienza è al limite, e la frustrazione cresce: dopo sedici mesi di incontri vani, il tempo stringe. «I lavoratori non possono più aspettare», insistono. Il clima si fa incandescenti, e il rischio di disoccupazione è così vicino da sembrar palpabile.
Un aspetto critico è l’erogazione degli ammortizzatori sociali, che i sindacati denunciano venga utilizzata impropriamente. «Non possiamo essere strumenti di ricatto», avverte un rappresentante dei lavoratori. Le famiglie sono in attesa di certezze, mentre la mobilitazione è già nell’aria: il messaggio è chiaro, Trasnova non sarà sola.
La tensione tra le parti è palpabile, e la piccola Napoli assiste a un capitolo doloroso della sua storia industriale. Cosa accadrà ora? Le strade sono lastricate di interrogativi e avvisi di mobilitazione, mentre i lavoratori si preparano a lottare per il loro futuro. La resistenza è solo all’inizio, e gli occhi sono puntati sull’orizzonte incerto che si profila davanti a loro.
