Cronaca
Napoli nel caos: due agguati dei Lo Russo scuotono il quartiere Arenella
Napoli – Una notte di paura ha scosso Scampia. Francesco Musto, solo diciottenne e nipote dei boss del clan Lo Russo, è stato colpito da un proiettile. Il suo ferimento arriva a pochi giorni dal raid che ha visto nel mirino Vincenzo Lo Russo, figlio di uno dei capi storici della cosca. I segnali di una guerra che si riaccende nella periferia partenopea sono chiari e inquietanti.
“È un momento di grande tensione”, spiegano gli agenti della polizia intervenuti sul luogo dell’agguato, mentre le sirene riecheggiano nel quartiere. Un giovane come tanti, Musto è stato raggiunto da un colpo mentre camminava in via Labriola. Non un evento isolato, ma un pezzo di un puzzle che racconta di vendette e rivalità, di famiglie divise e di un clima da stato d’eccezione.
Nella notte di venerdì, intorno alle 2, i carabinieri della compagnia Vomero ricevono la segnalazione di un ferito d’arma da fuoco. Musto è stato portato al pronto soccorso da un automobilista di passaggio, il viso pallido e gli occhi sgranati. “Non conoscevo chi mi ha sparato, non ho idea del perché”, ha detto agli investigatori, ma nel corso delle indagini la sua testimonianza diventa fondamentale.
Le quaestiones aperte sul suo stato sociale e familiare si intrecciano con il clima di paura che sta avvolgendo Secondigliano e il rione Berlingieri. Le forze dell’ordine temono un regolamento di conti. La successione di attacchi a esponenti dei Lo Russo lancia un messaggio chiaro: le cosche avversarie non intendono fare sconti.
Musto ha raccontato di essere stato avvicinato da un uomo sconosciuto, che senza dire una parola ha sparato. Il colpo lo ha centrato alla gamba destra, ma le sue condizioni non sembrano gravi, solo precauzionali i medici l’hanno tenuto in osservazione.
Collegamenti tra i due agguati sono in fase di verifica, ma la connessione appare innegabile. Il quartiere, un tempo dominato dai Lo Russo, sembra essere diventato un campo di battaglia. Le voci di vendette si sprecano nei bar, nei vicoli, mentre i residenti si chiedono: chi sarà il prossimo? E cosa accadrà nelle prossime ore?
In una Napoli in cui la criminalità sembra tornare a far sentire il suo peso, ci si chiede se la strada verso la pacificazione passa anche per i giovani, come Francesco. Saranno capaci le istituzioni e i cittadini di riprendere il controllo, o il ciclo di violenza continuerà? I riflettori sono accesi, ma a chi farà bene l’attenzione?