Cronaca
Napoli, allarme azzardo: un minore su tre cede alla tentazione del gioco
Napoli – La domenica si colora di tensione. Le voci nei vicoli di Scampia e Forcella raccontano di un’emergenza silenziosa, quella del gioco d’azzardo tra i minori. Un dato choc: il 34% dei ragazzi ha scommesso almeno una volta negli ultimi dodici mesi. Lo rivelano i risultati della ricerca “Valutazione del fenomeno del gioco minorile” dell’Università Federico II, un dossier che avrà il suo battesimo ufficiale domani, 16 aprile, nel chiostro dei Santi Marcellino e Festo.
“È allarmante, le nuove generazioni non conoscono il valore del rischio”, ci dice un educatore che lavora nelle scuole di Napoli. La frustrazione risuona tra i genitori, preoccupati per un fenomeno che, da un divertimento momentaneo, può trasformarsi in una vera e propria dipendenza. Il professor Luigi Caramiello, a capo del progetto, sottolinea come il gioco venga visto dai giovanissimi come un modo per sfuggire a una realtà complessa.
I ricercatori, tra cui nomi noti come Bifulco e Pecchinenda, hanno mappato un contesto difficile. Le disuguaglianze educative e le situazioni economiche precarie, da Ponticelli a Secondigliano, fungono da acceleratori di comportamenti rischiosi. Qui, il confine tra divertimento e rovina è sottile. “Le famiglie non sempre sanno come affrontare questa sfida”, aggiunge il professor Caramiello, mettendo in luce il ruolo cruciale di educatori e comunità.
La ricerca non si ferma a un mero atto di denuncia. Propone una “Rete multilivello di protezione”. Una strategia che unisce scuole, famiglie e istituzioni per combattere un fenomeno che invece di affievolirsi, in un clima di indifferenza, continua a prendere piede. “Se non agiamo ora, potremmo trovarci di fronte a una catastrofe socialità”, ammonisce un attivista che segue il tema da anni.
Un modello educativo integrato appare fondamentale per dare ai giovani strumenti utili a percepire i pericoli reali legati all’azzardo. Ma la domanda resta: riuscirà Napoli a combattere questa battaglia? I vicoli, i bar e le piazze sembrano aspettare risposte urgenti. E intanto, i ragazzi continuano a giocare.