Cronaca
Fuga choc da Sanident Fuorigrotta: pazienti senza impianti si rivolgono alla giustizia
Napoli – Sono le otto del mattino e alle porte del centro dentistico Sanident di via Benedetto Brin, il silenzio è assordante. Non si sentono più le risate dei bambini né il vociare dei pazienti in attesa. Il 22 aprile doveva essere un giorno di ripresa, ma si trasforma in una nuova assordante attesa. I circa centocinquanta pazienti si trovano di fronte a un operaio che smonta l’insegna, mentre la loro speranza di cure si sgretola.
Dopo la sospensione dei servizi avvenuta il 20 marzo, nessuno ha più saputo nulla. Su WhatsApp, i messaggi di ansia si susseguono: “Sai qualcosa? Hanno riaperto?” Per molti, trattamenti invasivi lasciati a metà non sono solo un problema di salute, ma un uragano che minaccia l’equilibrio economico delle famiglie. Addirittura, alcuni hanno versato anticipi stratosferici, superiori ai 20.000 euro, firmando contratti di finanziamento che ora sembrano una trappola.
“Abbiamo segnalato il caso a Federconsumatori, ma la situazione è complessa”, spiega un paziente visibilmente preoccupato. “Ci hanno promesso di congelare le rate, ma se la società non ha liquidità, cosa possiamo fare?” L’associazione sta cercando di rassicurare i clienti, ma la verità è che molti si sentono abbandonati.
Intrecci e responsabilità si mescolano in questa intricata vicenda. Le fatture portano la firma della Dd Società tra professionisti srl, di cui il dottor Innocenzo Martire è socio. “Io stesso sono parte lesa”, racconta il medico ai microfoni della Tgr Campania, evidenziando stipendi arretrati. “La gestione la fa Antonello Malcrinò, amministratore della Aiser Italia srl. Non ho potere su queste scelte”.
Il fardello di incertezze pesa pesantemente sui pazienti, alcuni dei quali hanno già presentato denuncia. L’avvocato Rita De Felice, che rappresenta circa quaranta clienti, sta raccogliendo le testimonianze. Uno dei casi più drammatici è quello di sua madre, che ha affidato 25.000 euro per trattamenti mai eseguiti.
“Vogliamo che qualcuno faccia chiarezza su questo scandalo”, sostiene, mentre i cittadini attendono risposte. La Procura della Repubblica di Napoli sta indagando, ma come sempre in questi casi, le speranze di giustizia sembrano lontane. Il tempo scorre e i pazienti continuano a chiedersi: sarà mai il loro turno?
