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Cronaca

Campania in crisi: allarme del Garante, 1.600 detenuti oltre il limite in attesa di aiuto

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Campania in crisi: allarme del Garante, 1.600 detenuti oltre il limite in attesa di aiuto

Napoli – “È un’emergenza che non si può più ignorare.” Parole chiare, quelle del Garante regionale delle persone private della libertà personale, Samuele Ciambriello, che ha tracciato un quadro inquietante nella Relazione annuale sullo stato delle carceri in Campania. Si parla di una situazione esplosiva, in cui il sovraffollamento è solo la punta dell’iceberg.

Nei complessi di Poggioreale e Secondigliano, i numeri parlano chiaro: oltre 2.200 detenuti a Poggioreale e quasi 1.500 a Secondigliano. Una capienza regolamentare che non raggiunge nemmeno i 6.100 posti totali, mentre quasi 7.800 persone sono rinchiuse. “Un divario che crea tensione e rischia di far collassare il sistema,” ammette un agente di polizia penitenziaria, visibilmente preoccupato.

Ma non è solo una questione di numeri. La Relazione evidenzia anche un drammatico aumento di detenuti con problemi di salute mentale e dipendenze. “La mancanza di risorse adeguate rende tutto più difficile. Non ci sono abbastanza posti per chi ha bisogno di supporto psichiatrico,” spiega un operatore sanitario all’interno di una delle strutture.

E mentre il sovraffollamento affligge le carceri, si registra un preoccupante aumento della devianza minorile. Le statistiche mostrano non solo più reati, ma anche un incremento della loro gravità. “Giovani coinvolti in violenze e uso di armi: è un segnale chiaro di un disagio sempre più profondo,” osserva un insegnante impegnato con i ragazzi nelle scuole di Napoli.

Ciambriello lancia un appello: “È fondamentale affrontare le problematiche sociali e sanitarie in modo preventivo, altrimenti le carceri diventeranno sempre di più semplici contenitori per i problemi dell’intera comunità.” È un richiamo alla responsabilità che tocca le istituzioni e la società civile.

Il futuro del sistema penitenziario campano è incerto, intriso di sfide e opportunità. Ma una cosa è certa: il dibattito è aperto e i cittadini attendono risposte concrete. Come affronterà Napoli questa emergenza sempre più pressante?

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