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Cronaca

Arzano, caos dopo l’omicidio di Coppola: 11 fermati e il mistero si infittisce

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Arzano, caos dopo l’omicidio di Coppola: 11 fermati e il mistero si infittisce

Arzano – È stata una notte di tensione, quella che ha sconvolto il silenzio delle strade nel nord di Napoli. I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna hanno messo a segno un colpo devastante contro la criminalità locale, con un’operazione che ha portato all’arresto di 11 persone, accusate di far parte del temuto clan della “167” e della fazione scissionista degli Amato-Pagano. Al centro dell’azione giudiziaria c’è il brutale omicidio di Rosario Coppola, un imbianchino incensurato colpito a morte lo scorso febbraio.

La tragica vicenda si è consumata in via Alberto Barone. “Coppola era nel posto sbagliato al momento sbagliato”, racconta un vicino, ancora scosso. Cinque colpi di pistola hanno spezzato una vita innocente; il reale obiettivo degli assassini era un esponente di alto calibro del clan, recentemente uscito di galera. Il dramma è un chiaro segnale di una guerra sotterranea per il dominio degli affari illeciti.

Tra gli arrestati spicca Salvatore Romano, 32 anni, noto come “Sasy”, considerato un fedelissimo della famiglia Pagano. È lui l’architetto dell’agguato, secondo le indagini. “Una mente fredda e calcolatrice”, sottolineano fonti delle forze dell’ordine. Armando Lupoli, suo complice, non è tra i fermati: la sua storia criminale si è interrotta tragicamente il mese scorso, vittima di un altro raid, in via Mazzini, dove i sicari hanno agito con una ferocia inaudita.

Il blitz ha mappato le intricate alleanze tra Arzano e i comuni limitrofi. Non solo Romano: tra gli arrestati c’è anche Raffaele Silvestro, accusato di associazione a delinquere, e nomi noti come Antonio Caiazza e Davide Pescatore, già nel mirino delle forze di polizia. Sedici gli indagati, tra cui il boss Renato Napoleone e il ras Giuseppe Monfregolo, tutti coinvolti in un vortice di estorsioni e traffici illeciti.

Le indagini dipingono un cupo quadro di faida per il territorio. “È una guerra tra ex alleati”, commenta il Maggiore Andrea Coratza, alla guida dell’operazione. Solo in un mese sono già due gli omicidi avvenuti. Gli arresti di stasera rappresentano solo un inizio: il potere di questi gruppi non è mai stato così sfidato, ma la strategia per riportare la sicurezza sembra ancora lontana.

Cittadini e commercianti guardano con ansia le strade di Arzano. Quello che si profila è un susseguirsi di colpi di scena, mentre il dibattito sul controllo del territorio divampa. Riusciranno le forze dell’ordine a fermare la spirale di violenza che minaccia di risucchiare la comunità? E, soprattutto, chi sarà il prossimo nel mirino di queste faide?

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