Cronaca
Allarme a Napoli: revocata la scorta al giornalista Rubio, paura per la libertà di informare
La revoca della scorta al giornalista Domenico “Mimmo” Rubio ha scatenato un forte dibattito politico e sociale a Napoli. Spiazzante è stata la decisione della prefettura di sospendere la protezione a un cronista che, dal 2020, ha vissuto sotto scorta a causa di minacce legate alla sua indagine sulla criminalità organizzata. La questione è stata sollevata nell’Aula del Senato dal senatore del Partito Democratico Walter Verini, che non ha risparmiato critiche: «È inaccettabile!».
Rubio, originario di Arzano, si trova a gestire un territorio complesso, dove la camorra ha sempre messo a repentaglio la vita di chi, come lui, ha il coraggio di raccontare. Proprio in questi giorni, processi cruciali contro esponenti della criminalità sono in fase di svolgimento, e l’assenza di protezione sembra un attacco diretto alla libertà di stampa. «Questa revoca arriva in un momento delicato», ha insistito Verini, sottolineando l’ironia tragica della situazione.
I timori si amplificano quando si ascoltano le voci di chi si occupa di informazione. Organizzazioni come la Federazione nazionale della stampa italiana della Campania e Articolo 21 hanno già espresso preoccupazione per la sicurezza di Rubio. A loro si aggiunge l’Osservatorio Ossigeno, che indaga sulle violenze contro i giornalisti. Il clima non è dei migliori, e non si può ignorare l’ombra della camorra che continua a gravare sulla libertà di espressione.
Rubio ha di recente manifestato l’intenzione di allontanarsi dalla magistratura e dalla Direzione distrettuale antimafia. «Non mi sento protetto», avrebbe dichiarato, lasciando intendere che la fiducia nelle istituzioni sta svanendo. Con queste parole, ha messo in evidenza una realtà inquietante, amplificando il bisogno di risposte immediate.
Verini ha chiesto un intervento forte da parte del Parlamento: «Dobbiamo far sentire la nostra voce», ha esortato, richiamando l’attenzione su una situazione che, nei fatti, è un campanello d’allarme per la democrazia. Come è possibile che in un paese civile si revocano protezioni a chi rischia la vita per informare?
Un interrogativo pungente aleggia nell’aria: la revoca della scorta a Rubio segna un cambio di passo nel rapporto tra Stato e libertà di informazione? I cittadini restano in attesa di risposte, pronti a far sentire la propria voce in una città che non smette mai di lottare per la verità.
