Secondigliano in allerta: scoperti 23 cellulari e droga nel carcere dei boss

Secondigliano in allerta: scoperti 23 cellulari e droga nel carcere dei boss

Un arsenale di tecnologia e droga è emerso dal cuore del carcere di Secondigliano. Durante una perquisizione nella mattinata di venerdì 6 marzo, gli agenti della Polizia Penitenziaria hanno scoperto 20 smartphone di ultima generazione, 3 micro-telefonini e 6 panetti di hashish, privando i detenuti di strumenti cruciali per le loro reti illecite. “Abbiamo inferto un duro colpo al traffico interno”, ha dichiarato Raffaele Munno, vicesegretario regionale del SAPPE (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria).

L’operazione, coordinata dal Primo dirigente Gianluca Colella, ha colpito le sezioni 5 e 6 del reparto “Liguria”, riservato ai detenuti di Alta Sicurezza. Qui, il rischio di scambio di informazioni e sostanze è elevato. “L’azione di contrasto è continua e i nostri uomini lavorano giorno e notte”, ha ribadito Donato Capece, segretario generale del SAPPE. Ma la lotta è impari. Secondigliano è un isola di sovraffollamento: più di 1.500 detenuti per una capienza di 1.000 posti.

Questa situazione crescente non fa altro che ingigantire le sfide quotidiane. Lo stesso Capece ha sottolineato come “questi sequestri testimoniano il lavoro della Polizia Penitenziaria, ma senza interventi strutturali, la situazione non cambierà”. Molti nei corridoi del carcere esprimono preoccupazione. “Ho visto detenuti utilizzare cellulari come se nulla fosse”, racconta un agente, avvertendo l’urgenza di soluzioni più efficaci.

Il SAPPE fa sentire la sua voce, chiedendo strumenti tecnologici avanzati per monitorare e schermare gli istituti. “Solo così potremo combattere efficacemente contro i droni e i sistemi di occultamento”, conclude Capece. Ma la domanda resta: sono davvero pronti a fronteggiare una sfida che cresce ogni giorno? I cittadini sono chiamati a riflettere e rispondere.

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