Cronaca
Epatite A a Napoli, la verità sull’allerta sushi che scuote la città
La notizia ha fatto il giro della città, tra voci di allerta e timori infondati: il consumo di sushi a Napoli. Ma chi vive nei vicoli e nelle piazze sa che a volte la verità si nasconde tra scelte informate e malintesi. Nessun allarme, sostiene l’infettivologa Novella Carannante dell’ospedale Cotugno. «In questo momento non c’è motivo di preoccuparsi», afferma, con una calma che rassicura e allo stesso tempo stimola una riflessione più profonda.
Le strade di Napoli pullulano di ristoranti che offrono sushi, un piatto che ha conquistato il palato di molti napoletani, ma la recente ondata di casi di epatite A ha sollevato interrogativi. «Il virus dell’epatite A si elimina solo con la cottura dei cibi», precisa Carannante, un’informazione che, seppur nota, spesso rimane nell’ombra del panico collettivo.
Attorno a un tavolino di un ristorante a Chiaia, i clienti discutono animatamente. C’è chi esprime preoccupazione, chi si lamenta dell’eccessiva paura che circola. Ma i più informati si chiedono se il clamore mediatico stia distorcendo una realtà più semplice: il sushi non è di per sé il problema. La sfera del rischio si allarga quando si considerano le pratiche igieniche.
Il Centro di Salute Pubblica di Napoli ha già predisposto controlli più serrati. Un operatore del settore afferma: «Abbiamo invitato i ristoratori a seguire con maggiore attenzione le norme di sicurezza». L’attenzione al tema è fondamentale in una città dove la cultura culinaria è sacra, e dove il cibo diventa un elemento di identità e socializzazione.
Tra le contraddizioni di Napoli, la vita si svolge, i cittadini si confrontano. «Dobbiamo rimanere vigili, ma non cadere nella trappola della paura», dice un avventore, con il piatto di sushi in mano. C’è un senso di realtà che deve prevalere su allarmismi, ma resta la domanda: quanto siamo davvero pronti a nutrirci di informazioni corrette, evitando di lasciarci sopraffare da notizie allarmanti?
Continua a girare la voce nei palazzi, nei mercati, sul lungomare. Cosa ne pensi? L’eco di un dibattito è già nell’aria.
