Scampia, pentiti svelano la nuova reggenza dello Chalet Bakù tra faide e alleanze.

Scampia, pentiti svelano la nuova reggenza dello Chalet Bakù tra faide e alleanze.

**Napoli: Blitz contro il Clan Raia, 15 Arresti per Spaccio allo Chalet Bakù di Scampia**

Napoli – Nella mattinata di oggi, i carabinieri del comando provinciale hanno effettuato un’importante operazione che ha portato all’arresto di 15 esponenti del clan Raia, storicamente legato al cartello degli Amato-Pagano. L’operazione è scaturita da un’ordinanza cautelare firmata dalla giudice Gabriella Logozzo, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Napoli.

Lo Chalet Bakù di Scampia, noto come uno dei principali centri di spaccio nella zona nord di Napoli, è stato al centro di un conflitto interno al clan Notturmo, precedentemente controllore dell’area. Secondo le ultime ricostruzioni, l’egemonia dello Chalet è passata dalle mani dei Notturmo a quelle dei Raia tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019, periodo in cui sono tornati dal carcere i quattro fratelli Raia: Costantino, Patrizio, Francesco e Antonio.

Come riportato nelle oltre 300 pagine del provvedimento, le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Luigi Rignante e Salvatore Roselli hanno fornito particolari dettagliati su come avvenne la transizione di potere. Rignante ha sottolineato che, prima dell’ascesa dei Raia, Raffaele Notturmo deteneva il controllo sullo Chalet, una situazione che ha iniziato a incrinarsi con l’arrivo dei Raia.

Inizialmente, i due gruppi avevano tentato una coabitazione forzata, con i Raia che gestivano una parte dello spaccio, ma il conflitto è scoppiato rapidamente. Rignante ha dettagliato come le critiche alla gestione di Nicola Notturmo, figlio di Raffaele, abbiano scatenato una lotta interna, culminando nella progressiva emarginazione di Raffaele stesso, costretto a rinunciare al suo ruolo attivo.

Un testimone citato nel memoriale ha affermato che i Raia erano stati investiti di un ruolo fondamentale nel clan, evidenziando come Raffaele Abbinante avesse sottolineato che i Raia facessero “parte della famiglia” e che fosse necessario supportarli. Quest’alleanza ha ulteriormente consolidato la loro posizione, complici anche rapporti familiari che hanno rafforzato i legami tra le diverse famiglie del territorio.

Secondo Rignante, la transizione di potere si è tradotta in un “passaggio di consegne coatto” dai Notturmo ai Raia, non solo grazie al supporto degli Abbinante, ma anche a causa di un consolidamento dei poteri all’interno del clan attraverso matrimoni strategici.

L’operazione di oggi segna un’importante svolta nelle indagini condotte dalla DDA e dai carabinieri, lasciando intendere un’accelerazione nella lotta contro il crimine organizzato nella zona di Scampia. Gli arresti sono parte di uno sforzo più ampio per ripristinare la legalità in un’area storicamente segnata dalla violenza e dallo spaccio.

Le indagini proseguono, e altre misure potrebbero essere necessarie per stabilizzare la situazione. La DDA è attualmente impegnata a raccogliere ulteriori prove per smantellare le reti di camorra attive nell’area.**Controllo del territorio e conflitti interni: la dinamica del clan Raia**

***Napoli, 2023 –*** Nuove rivelazioni sul potere e le tensioni all’interno del clan Raia emergono da interrogatori e dichiarazioni di collaboratori di giustizia. Secondo quanto riportato da fonti della Direzione Distrettuale Antimafia (Dda), la famiglia Raia, sostenuta dal clan Abbinante, ha preso il controllo dell’area dello Chalet Bakù, storica piazza di spaccio.

Le tensioni tra i Raia e il precedente reggente, Raffaele Notturmo, sono emerse in seguito a contestazioni sulla gestione degli affari del clan. I Raia hanno accusato Notturmo di trascurare i detenuti e di avere uno stile di vita ritenuto inadeguato alle norme del clan. A detta di un testimone, il supporto degli Abbinante e l’approvazione degli Amato-Pagano hanno consentito loro di affermarsi sul territorio: «Oggi tutto lo Chalet Bakù è indiscussamente sotto la reggenza dei folli Raia», ha dichiarato un collaboratore, specificando la successione di leadership da Costantino e Patrizio Raia a Francesco Raia, detto Ciccio.

La dinamica di questi eventi è stata ulteriormente chiarita da Salvatore Roselli, il quale ha riportato che le tensioni tra Notturmo e i Raia erano palpabili tra il 2018 e il 2019, culminando nella decisione degli Amato-Pagano di eliminare il difetto di leadership rappresentato da Notturmo. Secondo Roselli, c’era il rischio che l’eliminazione potesse sfociare in un omicidio, ma lui stesso avrebbe interceduto per salvargli la vita.

Roselli ha evidenziato che i Raia operavano in modo autonomo ma in alleanza con i clan Amato-Pagano. Pur non dovendo pagare “quote” per la loro affiliazione, l’accordo prevedeva di mantenere i detenuti e di acquistare la droga principalmente da loro, lasciando aperti margini di approvvigionamento alternativi. Questa flessibile struttura operativa sarebbe diventata cruciale nel mantenimento del potere mafioso.

Le recenti operazioni di polizia hanno colpito il clan Raia nel 2020, portando all’arresto di Patrizio e Costantino Raia insieme a Armando Ciccarelli. Dopo questi arresti, Francesco Raia è rimasto l’unico a gestire la leadership fino al successivo arresto. Dall’interno della detenzione, Roselli ha riferito di un nuovo assetto in cui “Diano Luigi, De Cicco Alessandro e Diano Gennaro” avrebbero soppiantato i Raia, relegandoli a una posizione subalterna.

Le tensioni interne sono emerse anche attraverso missive di Patrizio Raia, il quale ha cercato di spiegare il complesso scenario che ha portato all’esclusione della sua famiglia dallo Chalet Bakù. Richiami di debiti non saldati e conflitti di potere si intrecciano nel racconto, rivelando una fragilità interna al clan.

Infine, l’indagine ha sottolineato il valore logistico delle piazze di spaccio, evidenziando la centralità dello Chalet Bakù e della nuova Oasi come epicentri del traffico di droga. La Dda continua a monitorare gli sviluppi e l’interazione tra le famiglie mafiose, alla ricerca di evidenze che possano portare a ulteriori arresti e a un possibile indebolimento della struttura mafiosa. Le indagini sono in corso e potrebbero riservare nuovi colpi di scena nel già complesso scenario della criminalità organizzata napoletana.**Capacità di Adattamento nella Camorra: Le Rivelazioni di Salvatore Roselli**

Secondo le recenti dichiarazioni di Salvatore Roselli, elemento di spicco nel panorama camorristico, emergono dettagli significativi riguardanti le attività illecite legate alle piazze di spaccio nella zona di Napoli. In particolare, il focus si è concentrato sui locali noti come Chalet Bakù e Oasi del Buon Pastore, rispettivamente identificati come Lotto T e Lotto R.

Nel corso dell’interrogatorio, Roselli ha fornito informazioni su come, in risposta a controlli delle forze dell’ordine, le operazioni di vendita di sostanze stupefacenti si spostassero da Bakù all’Oasi del Buon Pastore, un luogo che, stando alle sue parole, sarebbe “sempre chiuso” ma disponibile per “riattivarsi come valvola di sfogo”. Questo comportamento evidenzia una notevole capacità di adattamento da parte dei gruppi criminali nel fronteggiare la pressione delle forze dell’ordine.

**Un Legame Personale Corroborato da Azioni Sostanziali**

Ulteriori dettagli rivelano relazioni personali all’interno degli ambienti camorristici. Roselli ha raccontato un episodio riguardante Francesco Raia, esponente di rilievo del clan. In data 18 dicembre 2021, alla morte della madre di Roselli, Raia avrebbe manifestato la propria vicinanza economica offrendo di coprire le spese del funerale. Questo gesto, secondo l’impianto accusatorio, non solo attesta un legame stretto tra i due, ma suggerisce anche come le risorse finanziarie a disposizione di Raia siano riconducibili ai profitti illeciti dell’organizzazione.

Il racconto di Roselli è stato analizzato dalla Procura, che ha enfatizzato l’importanza di questi dettagli per comprendere meglio dinamiche e relazioni all’interno dei gruppi criminali.

**Stato delle Indagini**

Le rivelazioni di Roselli contribuiscono ad un quadro investigativo già in fase avanzata. Gli atti della Procura porteranno a ulteriori approfondimenti sul funzionamento delle piazze di spaccio e sull’interazione tra i vari membri dei clan. Gli inquirenti continuano a monitorare le attività in loco, nel tentativo di smantellare network che si adattano alle pressioni esterne per mantenere il controllo del territorio.

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