Scampia, Napoli – I Carabinieri della stazione di Scampia hanno chiuso un blitz che ha portato al sequestro di una vera e propria riserva di cocaina nascosta all’interno di un’Alfa Romeo Giulietta, ora risultata rubata poco prima. Durante un normale servizio di controllo del territorio, i militari hanno notato la vettura in sosta e, dopo un’ispezione approfondita, hanno scoperto nel bagagliaio due grandi borsoni contenenti 71 panetti sigillati, per un peso complessivo di 84 chili di droga purissima. Sul posto è intervenuto anche il Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Napoli per rilievi scientifici e balistici finalizzati all’identificazione degli eventuali movimenti e responsabili del carico.
Quanto vale l’ingente quantitativo sequestrato? Secondo i primi calcoli degli inquirenti, 84 chili di cocaina rappresentano un colpo finanziario notevole per i canali di importazione illecita. A livello all’ingrosso, si stima un costo di acquisto tra 2,5 e 3,5 milioni di euro, a seconda dei fornitori internazionali; al dettaglio, una volta sminuzzata in dosi, la cocaina avrebbe potuto fruttare tra gli 8 e i 10 milioni sul mercato illegale.
La pista sull’eventuale acquisto a quote aiuta a delineare il contesto criminoso. L’ipotesi investigativa indicata dagli uomini dell’Arma è che si tratti di una “partita comunitaria” piuttosto che della proprietà esclusiva di un singolo clan. In aree caratterizzate da frammentazione tra cosche o da tregue armate, appare sempre più frequente la cooptazione di più gruppi per mettere insieme capitale, affidando la movimentazione a reti comuni che importano direttamente da broker internazionali. I partecipanti rischiano così meno, condividono i profitti e, una volta sul territorio, distribuiscono i panetti tra le piazze di spaccio in base all’investimento iniziale.
Le indagini proseguono a ritmo serrato su due fronti principali: ricostruire la rotta della cocaina per risalire ai canali di importazione e mappare la spartizione dell’ingente carico per capire quali mercati di Napoli e della provincia sarebbero stati interessati dall’operazione. L’esito degli accertamenti potrebbe offrire una cornice più chiara sulle dinamiche che legano Scampia, uno degli snodi più sensibili della criminalità organizzata nell’area metropolitana, a reti di traffico internazionale.
Il ritrovamento, si legge in prima battuta, conferma ancora una volta quanto Scampia resti un punto nodale per la filiera della droga: un’area dove rotte interne ed esterne si intrecciano, dove i profitti illeciti cercano di prosperare nonostante l’impegno delle forze dell’ordine. Le autorità ringraziano per la collaborazione tra le diverse componenti investigative e mantengono alta l’attenzione sull’evoluzione dell’inchiesta, che potrebbe offrire elementi decisivi non solo sull’origine e la destinazione della cocaina, ma anche sulle modalità di condivisione tra i clan coinvolti.
