Una serata di paura e violenza ha scosso Napoli, con una rissa tra giovani che si è trasformata in un’aggressione armata. Il fatto si è consumato ieri sera all’interno della stazione EAV della Cumana in via Giacomo Leopardi, nel quartiere Fuorigrotta, dove un ragazzo di 18 anni è stato ferito al volto da un oggetto affilato, rischiando di riportare uno sfregio permanente.
All’arrivo della polizia, i partecipanti alla rissa si erano già dileguati. Il giovane, dopo essersi fratturato, è stato rintracciato in via Terracina insieme a due amici, uno dei quali è minorenne. Ai poliziotti del commissariato San Paolo hanno raccontato di essere stati aggrediti all’interno della stazione.
Il primo allerta è stato dato da un dipendente dell’EAV, disturbato dalle urla provenienti dalla zona. Giunto sul posto, ha trovato evidenti segni di una violenza in corso: tornelli e porte danneggiati. Secondo la prima ricostruzione, intorno alle 22.30, almeno sei o sette ragazzi avrebbero preso parte alla rissa. È ancora da chiarire se si sia trattato di un conflitto interno a un gruppo o di uno scontro tra bande rivali, un’ipotesi che sembra guadagnare maggiore credibilità.
Le ferite riportate dal 18enne fanno pensare all’uso di un coltello o di un temperino. Dopo essere stato trasportato d’urgenza all’ospedale San Paolo, il giovane è stato medicato e dimesso con una prognosi favorevole.
Le indagini sono ora nelle mani del commissariato San Paolo, che ha già avviato la revisione delle immagini delle telecamere di sorveglianza. Questi filmati saranno cruciali per identificare i coinvolti e chiarire la dinamica dell’accaduto. “Abbiamo sentito un forte rumore e poi il caos”, ha raccontato un residente, testimone della violenza.
La nottata non si è fermata qui. In un altro episodio avvenuto in via Ponte di Tappia, un uomo di 45 anni ha fatto il suo ingresso al pronto soccorso dell’ospedale Pellegrini con ferite da taglio superficiali, frutto di una lite per motivi banali. Anche in questo caso, i dettagli dell’aggressione sono ancora in fase di indagine, con le forze dell’ordine che analizzano le videocamere della zona.
Il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha espresso preoccupazione per l’escalation di violenza, sottolineando come il contrasto alla devianza minorile e alla diffusione delle armi debba diventare una priorità. “Comprendo le preoccupazioni dei cittadini, ma la risposta dello Stato c’è”, ha dichiarato, annunciando il rafforzamento dei controlli nel territorio. La domanda, ora, resta aperta: come si può garantire un futuro più sicuro per i giovani di Napoli?

