Napoli – Una tranquilla routine di pattugliamento nel quartiere Barra ha preso una piega drammatica, culminando con un arresto sorprendente e il sequestro di un’arma pericolosa. Nella serata di ieri, i carabinieri della Compagnia Napoli Poggioreale hanno arrestato Giovanni Autiero, un 23enne già noto alle forze dell’ordine, accusandolo di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
Durante un’ispezione in via Suor Maria della Passione Beata, i militari hanno notato un portone aperto e una luce accesa nell’androne di uno stabile, un dettaglio che ha attirato la loro attenzione. Nonostante le apparenze, la situazione si è rivelata tutt’altro che innocente.
Entrati nell’edificio, i carabinieri hanno subito percepito la tensione. Autiero, visibilmente nervoso, aveva ai piedi un involucro contenente cocaina. “Abbiamo notato la sua agitazione non appena ci ha visti,” racconta un militare dell’operazione. La successiva perquisizione ha rivelato ulteriori dosi di cocaina e marijuana, oltre a un quaderno sul comodino che gli investigatori ritengono possa essere la contabilità di un’attività di spaccio.
Le verifiche non si sono fermate qui. Nel giardino dell’immobile, nascosta sotto un mobile, è stata rinvenuta un’altra porzione di marijuana. Ma il colpo di scena maggiore è avvenuto quando i carabinieri hanno esteso le indagini alle aree comuni, scoprendo nel sottoscala una pistola con caricatore e un considerevole numero di cartucce.
Il ritrovamento della pistola calibro 9, insieme a 49 cartucce, solleva interrogativi inquietanti. L’arma sarà sottoposta ad accertamenti balistici per capire se sia stata utilizzata in crimini violenti, aumentando la tensione nel quartiere già colpito da simili episodi.
Dopo aver completato le formalità di rito, Giovanni Autiero è stato posto agli arresti domiciliari, in attesa di un’udienza di convalida. Nel quartiere, intanto, il malcontento e la preoccupazione si fanno sentire. “Questa storia ci tocca da vicino,” afferma un residente, “ci si aspetta che le forze dell’ordine facciano il loro lavoro, ma queste notizie non sono mai confortanti.”
Restano ora da chiarire gli ultimi passaggi della vicenda e se ulteriori sviluppi porteranno a nuove misure di sicurezza nel quartiere.

