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Agnano, chiuso l’ippodromo: preoccupazioni per i dipendenti e l’indotto

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Nel pomeriggio del 25 giugno, l’atmosfera alla Prefettura di Napoli si è fatta tesa per un incontro cruciale: i sindacati e i lavoratori dell’Ippodromo di Agnano si sono riuniti per discutere delle gravi inquietudini legate all’interdizione temporanea delle aree destinate al pubblico. Lo stop alle attività ha gettato un’ombra su un comparto già fragile, e le organizzazioni sindacali SLC CGIL e UILFPC hanno sollevato il drammatico tema della salvaguardia dei posti di lavoro.

Una situazione che non riguarda solo i dipendenti dell’ippodromo, ma anche un’intera rete di professionisti e attività collegate, minacciate dalla sospensione delle gare fino a metà luglio. “Stiamo vivendo un momento di grande difficoltà e abbiamo bisogno di risposte concrete”, confida un lavoratore presente all’incontro. L’incertezza pesa come un macigno sulla comunità, desiderosa di tornare a vivere la sua tradizione ippica.

Durante il vertice, l’amministratore delegato della New Agnano Arena Races srl ha confermato la volontà di rilanciare l’impianto, sottolineando l’importanza strategica dell’ippodromo per Napoli e il suo indotto. “Siamo al lavoro per una rapida riapertura”, ha assicurato, aggiungendo che gli interventi di riqualificazione sono già avviati.

Le istituzioni hanno risposto all’appello. Comune di Napoli e Prefettura si sono impegnati a far accelerare le procedure necessarie. “Il nostro obiettivo è tutelare i livelli di occupazione e porre un argine alle ricadute sociali”, ha dichiarato un funzionario della Prefettura, evidenziando la volontà di monitorare costantemente la situazione.

Intanto, tra i residenti e i lavoratori, circola un misto di speranza e preoccupazione. “Ci aspettavamo di più, ma ora restiamo in attesa di sviluppi”, commentano alcuni. La strada da percorrere appare ancora lunga e incerta. Come si concretizzeranno le promesse di riavvio e quale sarà l’impatto reale sulla comunità? Restano ora da chiarire gli ultimi passaggi della vicenda.