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Movida a Napoli, respinto il ricorso dei locali: vince la protesta dei residenti di vico Quercia

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Napoli – Un nuovo passo verso la tranquillità dei residenti del Centro Storico: il Consiglio di Stato ha respinto l’appello presentato da cinque locali di vico Quercia, segnando così una vittoria per chi vive e lavora nella zona, spesso disturbato dalla vita notturna. Questa sentenza arriva a seguito di un duro confronto tra le esigenze dei cittadini e quelle delle attività di intrattenimento.

La questione era emersa dopo che alcuni residenti, assistiti dall’avvocato Gennaro Esposito del Comitato Vivibilità Cittadina, avevano sollevato preoccupazioni riguardo al chiasso e agli assembramenti, chiedendo un intervento efficace dell’amministrazione comunale. Secondo quanto si apprende, il Tar Campania aveva già accolto il loro reclamo, dichiarando illegittimo il silenzio del Comune sull’argomento.

La sentenza imponeva a Palazzo San Giacomo di attuare misure per bilanciare le attività commerciali con il diritto al riposo dei cittadini, un tema molto sentito in un’area così densa di pub e bar. Da allora, l’amministrazione ha iniziato a prendere sul serio le lamentele, emanando due ordinanze per limitare le immissioni sonore tra vico Quercia e via Cisterna dell’Olio.

Recentemente, il Comune ha imposto restrizioni per le vendite notturne di bevande alcoliche e ha definito nuovi orari di chiusura, con il divieto di vendita di alcolici dalle 22 alle 6 e chiusura anticipata per i locali. Queste misure si sono rese necessarie per affrontare le lamentele e garantire un minimo di vivibilità.

I titolari dei locali, tuttavia, non si sono arresi e hanno fatto ricorso al Consiglio di Stato, ma la Quarta Sezione ha accettato l’eccezione di improcedibilità, considerando che l’intervento del Comune aveva già risposto alle istanze sollevate dai residenti. Quest’ultima decisione ha stabilito che l’interesse a proseguire il giudizio era venuto meno, chiudendo così il contenzioso.

“Abbiamo sentito un forte rumore e poi il caos”, racconta un residente, esprimendo la frustrazione di anni di disagi. Questa vicenda rappresenta un’importante battaglia che segna un precedente nella delicata gestione della movida napoletana. È chiaro che la questione non è solo legata al divertimento, ma si intreccia profondamente con il diritto alla qualità della vita in una delle aree più iconiche della città.

Intanto, la tensione resta alta tra i residenti e gli esercenti, con la domanda sul futuro della movida napoletana che rimane aperta. Le prossime settimane potrebbero rivelarsi decisive per stabilire un equilibrio duraturo che soddisfi entrambe le parti coinvolte. Rimane da capire quanto le azioni del Comune saranno sufficienti a garantire un miglioramento reale nella vita quotidiana degli abitanti del Centro Storico.