Cronaca
Castello delle cerimonie, il Consiglio di Stato salva il futuro dell’amato locale
Un colpo di scena scuote Napoli: il Castello delle Cerimonie, icona del matrimonio campano, resta aperto. “La chiusura è sospesa in attesa di decisioni più definitive”, annuncia il presidente del Consiglio di Stato, lasciando le famiglie in attesa e sollevando un coro di speranza nei quartieri. La tensione si taglia con un coltello.
Due giorni fa, il Tar Campania aveva ordinato la chiusura della struttura, travolta da vicende giudiziarie che sembra non avere fine. “Siamo sul baratro”, commenta un ristoratore del vicino quartiere di Sant’Antonio Abate, il cui reddito dipende anche dalle cerimonie del Castello. Ma ora, i giudici hanno riaperto un varco. Il presidente della settima sezione ha parlato di “urgente esigenza di assicurare la prosecuzione delle attività economiche”.
La vicenda è complessa. La famiglia Polese ha presentato appello dopo la confisca del Castello per abusivismo, e questo nuovo decreto rappresenta una boccata d’aria. “Finalmente uno spiraglio di giustizia in un clima di inusuale accanimento amministrativo”, afferma l’avvocato Ignazio Tranquilli, parte del team legale che difende La Sonrisa. Ma quali saranno le conseguenze?
Imma Polese, proprietaria della struttura, resta ottimista. Il suo avvocato, Dario Vannetiello, sottolinea che ci sono istanze di revisione in corso. “L’autorità dovrebbe aspettare l’esito dei ricorsi, e non provocare danni irreparabili”, dice. La questione è infuocata: “Cosa accadrà se la Cassazione revoca la confisca?”, si chiede. “Chi pagherà i danni se il comune decidesse di abbattere un sogno per molti napoletani?”
Questa vicenda, simbolo di speranza e di battaglie legali, si intreccia con la vita quotidiana dei cittadini. Mentre la città attende, cresce la domanda: il Castello delle Cerimonie riuscirà a risorgere dalle ceneri di un’amministrazione che sembra volerlo silenziare? La parola passa ora ai cittadini e agli amanti del matrimonio in coppia, in cerca di risposte in un labirinto di sentenze e speranze.