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Cronaca

Crack Ctp a Napoli: de Magistris sotto accusa per 23 milioni di danni

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Crack Ctp a Napoli: de Magistris sotto accusa per 23 milioni di danni

Le acque turbolente della Ctp, l’azienda di trasporto pubblico napoletana, tornano a sollevare polveroni. La Procura regionale della Corte dei Conti ha citato in giudizio l’ex sindaco Luigi de Magistris e altre sette persone, accusandoli di aver causato un danno erariale che sfiora i 23,5 milioni di euro. Un’ombra pesante si staglia su Napoli, mentre la città si interroga su chi davvero sia responsabile del naufragio di un servizio essenziale per la comunità.

«Nei confronti di Ctp sono stati erogati milioni e milioni negli anni», tuona il procuratore regionale Giacinto Dammicco. La gestione di questa società, secondo gli inquirenti, sarebbe stata un fallimento annunciato. Si parla di denaro pubblico speso senza un piano industriale, di chilometri percorsi che non arrivano nemmeno alla metà di quanto era stato pagato. Le immagini di autobus vuoti nei quartieri più nevralgici di Napoli rimbalzano tra le mura delle aule giudiziarie, mentre ci si interroga su come le istituzioni abbiano potuto arrivare a tanto.

Il viceprocuratore Ferruccio Capalbo non lesina critiche: «La società non solo incassava corrispettivi pubblici, ma non garantiva nemmeno il servizio». I fondi per il rinnovo del parco automezzi, destinati a dare linfa a un’azienda in difficoltà, sarebbero stati sprecati.

La reazione di de Magistris è immediata e incisiva. Rivendica la sua azione come un atto di responsabilità: «Ho agito per il bene comune e per salvare un servizio pubblico di rilevanza costituzionale». Le sue parole risuonano tra i palazzi di Napoli e tra i cittadini, sfiduciosi e disorientati. Secondo lui, le scelte fatte erano supportate da tecnici competenti e da un’idea di farsi carico delle famiglie a rischio, ma ora, ridimensiona la propria responsabilità: «Se non abbiamo completato il lavoro, è colpa di chi è venuto dopo».

Il dibattito si infiamma tra chi lo sostiene e chi lo critica. La questione non è solo economica, ma sociale, con i cittadini di Napoli che vedono i loro trasporti pubblici collassare sotto il peso delle accuse e dei debiti. Gli utenti di via Roma, corso Garibaldi e Napoli Est si chiedono come sia potuto succedere, cosa sia andato storto e chi, alla fine, pagherà per la mancanza di una visione chiara.

La caccia ai responsabili è solo all’inizio, mentre l’eco delle discussioni si propaga tra il Vomero e Fuorigrotta. Cosa succederà ora? Napoli attende risposte, ma il futuro dell’azienda e dei suoi lavoratori resta appeso a un filo sottile.

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