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Cronaca

Napoli in allerta: guardie giurate sospese, il sistema di sicurezza è in crisi

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Napoli in allerta: guardie giurate sospese, il sistema di sicurezza è in crisi

Un’accusa pesante si leva da Napoli: “Il sistema della sicurezza è in crisi.” Proprio in un momento in cui la salubrità della città è al centro del dibattito pubblico, l’Associazione Nazionale Guardie Particolari Giurate (A.N.G.P.G.) e la Federazione Nazionale Lavoratori Italia (F.N.L. ITALIA) lanciano un appello forte e chiaro. Gli Uffici Territoriali del Governo sono in difficoltà e a farne le spese sono i lavoratori, spesso messi in difficoltà per colpe non loro.

“Chi ha rispettato le norme, adesso è senza stipendio,” afferma Giuseppe Alviti, Presidente A.N.G.P.G. Le guardie giurate, che dovrebbero vigilare su case e attività commerciali, si trovano temporaneamente sospese per un semplice ritardo burocratico. Il quadro è allarmante: decine di professionisti regolarmente in servizio si vedono privati della loro fonte di reddito a causa di pratiche di rinnovo inevase.

Per protestare contro questa situazione, il 15 maggio, Napoli si fermerà. In Piazza del Plebiscito, si svolgerà un flash mob sotto lo slogan “Uniti per difendere il Lavoro e la Sicurezza”. “Daremo voce a chi non può più aspettare,” dice Catello Petrone, Segretario Cittadino F.N.L. Italia. Un’iniziativa che promette di rumoreggiare anche tra i passanti, richiamando non solo le guardie, ma tutta la cittadinanza a un problema che tocca il cuore della sicurezza urbana.

Il paradosso è evidente: ogni guardia giurata ha il diritto di continuare a lavorare se ha rispettato le tempistiche. Eppure, la legge sembra punire chi osserva le regole. “Non ha senso sospendere chi ha fatto tutto secondo le norme,” sottolinea Alviti. Un discorso semplice ma devastante, che riduce l’intero comparto a una semplice curiosità burocratica, senza alcuna logica che possa giustificare tali ritardi.

E le conseguenze si fanno sentire. Famiglie intere, nelle zone chiave della città come Chiaia e Montesanto, si trovano in seria difficoltà economica. Non solo un dramma individuale: gli istituti di vigilanza devono ripensare i turni e continuità dei servizi, rischiando di compromettere la sicurezza. La città, già fragile nel suo tessuto sociale, subisce un ulteriore colpo.

A.N.G.P.G. e F.N.L. Italia non si limitano a protestare; avanzano proposte pratiche. Chiedono al Ministero dell’Interno di potenziare gli organici nei settori più carenti. “Serve una misura che tuteli chi ha presentato la domanda in tempo,” affermano. E non è la prima volta che accade. Durante la pandemia, lo Stato ha mostrato la capacità di attivarsi rapidamente. Perché non farlo ora?

“È un atto minimo di giustizia,” spiegano i promotori. Eppure, la domanda resta: l’appello verrà ascoltato? Quei lavoratori che si sentono invisibili, attenderanno con ansia segnali concreti. La battaglia per il riconoscimento e la dignità sul lavoro è solo all’inizio, ma il rischio di rimanere inascoltati è concreto. Come reagiranno le istituzioni? E Napoli, ancora una volta, sarà pronta a combattere per la sua sicurezza?

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