Cronaca
Scampia in allerta: rimossi tre altarini abusivi, cresce la tensione nel quartiere
Nuova operazione di ripristino della legalità e del decoro urbano a Scampia, nel cuore di Napoli. Nella mattinata di ieri, un’imponente mobilitazione delle forze dell’ordine ha portato alla rimozione di tre manufatti abusivi in via Pietro Germi e via Ernesto Rossi. “Non possiamo più tollerare questo scempio. La legalità deve tornare a imperare”, ha dichiarato un agente in servizio sul posto.
L’intervento ha visto il coinvolgimento di Polizia Locale, Polizia di Stato, Carabinieri, Polizia Metropolitana e Vigili del Fuoco, supportati da Enel e Napoli Servizi. Un’azione congiunta senza precedenti che ha scosso una zona già segnata da anni di degrado e illegalità.
Le strutture abbattute non erano semplici edicole votive, ma installazioni di grandi dimensioni, alcune recintate e dotate di collegamenti irregolari alla rete elettrica. “Era una situazione intollerabile”, ha raccontato un residente, che per anni ha visto il suo quartiere trasformarsi in un simbolo di abbandono. Le opere erano state costruite senza alcuna autorizzazione su terreni destinati alla collettività.
Questa operazione si inserisce in un’azione più ampia promossa dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto di Napoli, Michele di Bari. “L’obiettivo è tutelare gli spazi pubblici e combattere l’illegalità diffusa che minaccia la vivibilità del quartiere”, spiegano dalla Prefettura.
La tensione è palpabile tra i cittadini. Da un lato, c’è chi applaude l’iniziativa e chi, invece, teme che si tratti solo di un’azione spot. “Dobbiamo vedere i risultati nel lungo termine”, afferma un altro abitante di Scampia, mentre osserva il lavoro delle ruspe.
La sfida per le istituzioni è quindi duplice: restituire ai cittadini aree libere da occupazioni abusive e ripristinare la fiducia nello Stato. La pressione è alta, e i residenti attendono risposte. La strada per una Scampia migliore è ancora lunga e le domande rimangono: quali saranno i prossimi passi? E, soprattutto, riusciranno le istituzioni a mantenere il controllo su un territorio così complesso?