Cronaca
Secondigliano in allerta: o’ Rockets tornano a minacciare Napoli e l’Emilia
Napoli — “Un’ombra che tornerà a farsi vedere.” Con queste parole un ufficiale delle forze dell’ordine ha descritto il ritorno di Raffaele Paolo, noto nel quartiere di Secondigliano come “o’ Rockets”. Uscito dal carcere il 29 settembre 2012 dopo sedici anni di detenzione, Paolo non ha intenzione di ritirarsi. Anzi, ha ripreso in mano il comando, riunendo vecchie e nuove leve per riorganizzare il suo impero criminale.
In pochi mesi, nel cuore pulsante di Secondigliano, il veterano della malavita ha rimesso insieme i pezzi di un puzzle che sembrava irricomponibile. Con una rete di alleanze bene occultate tra le strade di via dell’Arco, Piazza Zanardelli e via Vittorio Emanuele, il mercato della cocaina e dell’hashish è tornato a prosperare. Una quieta marea di illegalità scorre tra i vicoli, mentre i vertici del clan Di Lauro tollerano questa nuova fazione, non interferendo nei loro affari.
La trasformazione di Secondigliano è repentina e della massima urgenza. Ora, oltre alla quotidiana lotta per il potere, il quartiere diventa un hub logistico silenzioso ma frenetico, dove chi tenta di mantenere il controllo è anche chi gestisce sottili accordi per il mercato della droga. “Non ci sono colpi di scena, solo un gioco di luci e ombre,” racconta un testimone che preferisce rimanere anonimo, testimoniando il crescente timore di una guerra che si annida sotto la superficie.
Ma l’ascesa di “o’ Rockets” non si ferma ai confini di Napoli. Grazie agli affari con Rosario De Angelis, alias “o’ pipistrello”, il traffico di droga raggiunge anche l’Emilia-Romagna. Le indagini hanno svelato come il clan sia riuscito a estendere i propri tentacoli fino a Reggio Emilia, dove una vera e propria filiale operava sotto gli ordini di Gennaro Giannone. In una intercettazione, i magistrati hanno documentato uno scambio di denaro in un bar locale, con la moglie di Giannone che consegna una mazzetta di 10.000 euro agli emissari napoletani.
Dietro l’apparente efficienza del clan, però, si nasconde una quotidianità segnata da ansie e preoccupazioni. Dalle intercettazioni emerge infatti il concetto di “settimana”, il salario fisso versato agli affiliati, ma anche i lamenti per stipendi ritenuti inadeguati. “Mio marito deve pretendere di più,” si lamenta Immacolata De Angelis, “ma lui non ha mai il tempo”. Queste parole aprono uno spaccato inquietante sulla vita di coloro che, nonostante facciano parte di un’organizzazione temuta, vivono in balia di un sistema altrettanto spietato.
Negli ultimi giorni, l’operazione delle forze dell’ordine ha portato al sequestro di oltre 6,5 kg di cocaina e a numerosi arresti. Tra gli indagati ci sono nomi noti: Francesco Amelio, “o’ pirata”, e diversi membri dei De Angelis e di Paolo stesso. “È solo l’inizio,” chiosa un investigatore, mentre in strada l’aria è tesa e carica di attese.
La domanda rimane aperta: quanto tempo ci vorrà prima che “o’ Rockets” torni a riemergere, pronto a scatenare nuove tensioni nel già complesso panorama della malavita partenopea? Le strade di Napoli, vibranti e spietate, sembrano già attrezzarsi per il prossimo capitolo di questa storia senza fine.