Cronaca
Aggressione a Piazza Carlo III: studente nel mirino di una baby gang
Napoli – Un sabato sera trasformato in un incubo, l’ennesimo episodio di violenza gratuita che macchia le strade di Napoli. Questa volta il teatro dell’aggressione è stata Piazza Carlo III, un luogo che, per molti, rappresenta un punto di incontro, ma che si sta trasformando in un campo di battaglia per i giovani.
Il grido di allerta è giunto dalla madre di un giovane studente dell’istituto alberghiero, noto non solo per il suo impegno negli studi, ma anche per lavorare nei fine settimana. “Lo hanno accerchiato”, ha raccontato con la voce rotta dalla preoccupazione. “Non possiamo permettere che i nostri figli vivano nel terrore.”
Secondo i testimoni, il ragazzo e i suoi amici, colpevoli solo di voler trascorrere una serata tranquilla, sono stati presi di mira da una baby gang, un gruppo di giovanissimi che si muove con la sicurezza di chi conosce bene il terreno. Quella Piazza, secondo i residenti, è diventata un territorio di nessuno, dove la paura è entrata di prepotenza nelle vite quotidiane.
Francesco Emilio Borrelli, deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, non ha tardato a schierarsi in difesa della vittima. “Il racconto di questa madre è doloroso e inaccettabile,” ha tuonato. “Parliamo di un ragazzo perbene, negato del diritto di vivere serenamente. Piazza Carlo III non può essere terra di confine dove i delinquenti agiscono impunemente.”
Il fenomeno non sembra isolato. I residenti denunciano che da tempo bande di giovanissimi rendono la piazza invivibile, approfittando della scarsa sorveglianza. Le strade di Napoli, un tempo brulicanti di vita, ora sono percorse da un senso di insicurezza che cresce di settimana in settimana.
Borrelli ha lanciato un’accorata richiesta: “Vogliamo verifiche immediate attraverso le telecamere di sorveglianza e un potenziamento dei pattugliamenti. I nostri giovani non possono vivere in un clima di paura.” Queste parole rimbombano come un’eco nel cuore di chi ama questa città e teme per il futuro.
L’episodio di Piazza Carlo III è solo l’ultimo di una lunga serie. Un segnale inquietante che non può passare inosservato. È necessario un piano di controllo più capillare, un’azione decisa contro un disagio giovanile che sempre più spesso sfocia in atti violenti. E la domanda che molti si pongono è: quali saranno i prossimi passi delle autorità? Riusciranno a garantire la sicurezza in una città che ogni giorno deve affrontare la propria realtà?