Cronaca
Il Liceo Pansini ricorda Giancarlo Siani: a Napoli si ferma il tempo per il giornalismo vero
Napoli – Una mattina come tante, ma un evento che può cambiare le sorti del futuro giornalismo partenopeo. Lunedì 20 aprile, alle 15.00, l’Istituto Statale di Istruzione Superiore “Adolfo Pansini” in via San Domenico ospiterà la cerimonia di intitolazione dell’Aula di Giornalismo a Giancarlo Siani. La sua figura, ucciso dalla camorra il 23 settembre 1985, torna così tra i banchi di scuola, in un momento di grave crisi per la verità e la cronaca.
“Non vogliamo solo ricordarlo, ma rendere viva la sua memoria”, ha dichiarato Paolo Siani, fratello del giornalista e presidente della Fondazione Siani. La nuova aula rappresenterà un luogo dove i giovani potranno apprendere non solo le tecniche di scrittura, ma anche il significato profondo di essere testimoni della verità. “Vogliamo generare memoria attiva, un’incubatrice di coscienza critica”, ha ribadito.
Nel cuore pulsante di Napoli, nel quartiere Avvocata, l’iniziativa assume un significato altamente rilevante. La scrittura diventa quindi un atto di resistenza, una responsabilità civile che oggi più che mai è necessaria. “Siani ha sacrificato la sua vita per raccontare la verità, e noi dobbiamo continuare a farlo”, ha aggiunto Armando D’Alterio, magistrato che ha indagato sull’omicidio e che sarà presente alla cerimonia.
Il corso di giornalismo del Liceo Pansini è il frutto di un’idea lanciata da Paolo Siani durante una visita passata. “La penna non deve mai smettere di scrivere”, è il monito che accompagnerà gli studenti. La dirigente scolastica, prof.ssa Albina Arpaia, e il coordinatore del corso, prof. Lucio Celot, accompagneranno i ragazzi in questo cammino. “È giunto il momento di formare giovani professionisti dotati di rigore e impegno etico”, ha affermato il prof. Celot.
A Napoli, il ricordo di Siani e la sua lotta per la verità continuano a risuonare. La città richiede un nuovo urlo di giustizia e i giovani cronisti del futuro potrebbero diventare la chiave di volta. Ma questo percorso di formazione basato sulla memoria e sul rispetto sarà sufficiente a cambiare le sorti del giornalismo? E quali resistenze si troveranno ad affrontare? Queste sono solo alcune delle domande che si affollano nella mente di chi assiste a questa inedita rinascita.