Napoli – Momenti di pura paura giovedì 9 aprile sul bus dell’ANM. Un viaggio che avrebbe dovuto essere tranquillo per una turista tedesca e suo figlio si è trasformato in un incubo. Un uomo di 37 anni, originario del Ciad, ha tentato di strappare soldi e oggetti dalla borsa della donna.
La scena è stata drammatica. “Tutti urlavano, sembrava un film dell’orrore”, racconta un passeggero scosso. La vittima, accortasi del furto, ha cercato di reagire, ma il malvivente ha reagito con inaudita aggressività. Il panico si è diffuso tra i passeggeri, mentre il conducente, con sangue freddo, ha fermato il bus in piazza Dante per allertare la Polizia Locale.
Quando gli agenti sono giunti, la furia del 37enne non accennava a placarsi. Ha opposto resistenza, scagliandosi violentemente contro i pubblici ufficiali nel tentativo di sfuggire all’arresto. “Abbiamo dovuto usare la forza per immobilizzarlo”, ha dichiarato un agente, chiarendo la gravità della situazione.
Le indagini post-arresto hanno rivelato un profilo criminale già noto. Nonostante la regolare residenza in Italia, l’uomo aveva un curriculum di reati contro il patrimonio e la persona. Gli agenti hanno scoperto che pendeva su di lui un divieto di dimora nel comune di Avellino e un Daspo Urbano emesso dal Questore di Roma.
Portato davanti al giudice per direttissima, il 37enne è stato condannato a un anno e otto mesi per tentato furto e violenza. Ma la sentenza ha riservato una sorpresa: la pena è stata sospesa, sostituita da un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria tre volte a settimana. Una misura che lascia molte domande aperte.
Come si può garantire la sicurezza a Napoli? Quali misure servono davvero per tutelare i cittadini e i turisti? Mentre il dibattito infuria, i napoletani guardano con apprensione al futuro della loro città.