Due interventi della Polizia metropolitana, coordinati dal comandante Lucia Rea, hanno portato al sequestro di due aree nelle località di Giugliano in Campania e Volla. In Casacelle, Giugliano, è emersa una realtà di abusivismo immobiliare legato al traffico di autoveicoli, mentre a Volla è emerso un deposito vasto di veicoli e rifiuti, con impatti ambientali da chiarire.
A Giugliano, il sequestro riguarda due aree per violazioni urbanistico-ambientali e per ipotesi di illeciti legati al furto e al riciclaggio di automobili. Una delle Zone, registrata al catasto come terreno agricolo, era stata trasformata in piazzale espositivo e vendita di autoveicoli senza il necessario cambio di destinazione d’uso. Durante i rilievi, in un lotto contiguo, è stata scoperta una struttura recintata e schermata da pannelli metallici che ospitava un laboratorio clandestino. All’interno della capienza venivano manomesse centraline e smontati veicoli, con pezzi destinati al mercato nero dei ricambi. Tra i reperti spiccavano un’Audi RS3, rinvenuta tra i proventi di furto, valutata tra 65 e 70 mila euro, oltre a numerose targhe contraffatte, attrezzature da lavoro e strumenti da scasso. Le attività investigative proseguono per identificare i responsabili e ricostruire la provenienza dei componenti e la destinazione dei pezzi ricavati dallo smontaggio.
A Volla, invece, l’attenzione si è spostata su un’area di circa 6.500 metri quadrati situata sotto il viadotto della SP1-Circumvallazione esterna. Dentro il terreno sono state rinvenute 230 automobili, di cui circa la metà smontate e in evidente stato di abbandono. L’ispezione ha inoltre rilevato rifiuti pericolosi e non pericolosi, due natanti e tre container contenenti materiali derivanti da ricambi automobilistici. I materiali erano depositati direttamente sul terreno, senza le cautele ambientali previste dalla normativa. La gestione abusiva dell’area ha portato al deferimento all’autorità giudiziaria della persona responsabile, per ipotesi di reato legate al Testo unico ambientale.
Nonostante le destinazioni differenti delle aree, entrambe le operazioni sottolineano un tessuto di attività irregolari che coinvolgono veicoli e componenti, spesso sottratti o gestiti senza le necessarie procedure. Le verifiche avviate dalle forze dell’ordine mirano a chiarire origine, destinazione e responsabilità, con l’obiettivo di mettere fine a pratiche illecite che potenzialmente alimentano mercati paralleli e rischi ambientali. Il coordinamento tra gli interventi e la vigilanza permanente sulla gestione di aree di deposito resta al centro dell’attenzione operativa della polizia metropolitana.
