Napoli – Si delineano i contorni di una stretta operativa contro i roghi tossici che interessano l’area Napoli-Caferta, frutto di una Conferenza regionale delle autorità di pubblica sicurezza convocata nel capoluogo partenopeo. All’incontro hanno partecipato i prefetti Michele di Bari e Lucia Volpe, insieme ai vertici delle componenti di pubblica sicurezza, per valutare l’andamento delle attività interforze di prevenzione e repressione nella Terra dei Fuochi.
La fotografia emersa dai primi nove mesi del 2026 fotografa un netto incremento delle misure investigative e punitive messe in campo. Gli arresti hanno registrato una crescita di quattro volte rispetto al periodo equivalente del 2025, e le denunce presentate all’autorità giudiziaria sono aumentate di circa il 168 per cento. Parallelamente, le forze dell’ordine hanno intensificato i sequestri preventivi su siti produttivi non in regola e su veicoli utilizzati per il trasporto abusivo di rifiuti. Il controllo su strada è cresciuto di cinque volte, con un rialzo delle sanzioni amministrative e, complessivamente, l’iscrizione di 271 patenti ritirate o sospese per violazioni collegate alla gestione illecita dei rifiuti.
Un effetto tangibile di questa pressione operativa è una riduzione dei roghi nei centri ritenuti critici. L’analisi complessiva confrontata con lo scorso anno indica una diminuzione media del 14% a livello interprovinciale, pari a 151 incendi in meno rispetto al 2025. Accanto al calo generale, emergono segnali particolarmente significativi nelle zone storicamente più vulnerabili: Caivano registra una diminuzione di circa la metà dei roghi, Afragola poco meno della metà, Mondragone e Villa Literno entrambe intorno al 30% in meno, Giugliano in Campania circa un fifth di riduzione, mentre Napoli scende da 488 episodi a 413.
A fianco delle fiamme, il monitoraggio ha evidenziato una curva discendente anche per gli sversamenti abusivi, con una tendenza a registrare meno nuove agregazioni di rifiuti lungo strada o in ambiti rurali.
La cornice operativa non si ferma all’autunno: il dispositivo di sorveglianza integrata ha mantenuto alta l’attenzione nelle prime settimane di ottobre, sostenuto dal coordinamento tra le forze di polizia locale e quelle statali. Circa 1.300 servizi di pattugliamento sono stati attivati sul territorio, con riscontri concreti: 94 persone iscritte nel registro degli indagati, due arresti in flagranza per combustione illecita di scarti, 57 veicoli sequestrati e verbali complessivi superiori a 400.000 euro.
Il senso condiviso dall’incontro è chiaro: l’obiettivo è consolidare una cultura della legalità ambientale sul territorio, rafforzando sia la prevenzione sia la repressione, per interrompere la filiera dell’illegalità nell’area metropolitana di Napoli e nel vicino casertano. Il percorso delle autorità resta orientato a un monitoraggio continuo e a ulteriori interventi mirati, con l’impegno di mantenere alta la pressione su i responsabili di illeciti legati alla gestione dei rifiuti, affinché la Terra dei Fuochi possa registrare risultati duraturi.
