La giunta regionale della Campania ha annunciato oggi, durante una conferenza a Palazzo Santa Lucia, due misure concentrate sullo snellimento e sulla razionalizzazione dell’offerta sanitaria. Il primo segmento riguarda l’adeguamento delle tariffe delle prestazioni ambulatoriali specialistiche, mentre il secondo riguarda la governance del sistema e la ripartizione delle risorse tra le aziende sanitarie e le strutture accreditate. A livello territoriale, Napoli guarda a queste scelte con attenzione, perché potrebbero toccare tempi di attesa, accessi ai servizi e, di riflesso, la gestione di eventi sportivi e attività quotidiane.
Sul fronte tariffario, le nuove quote per le prestazioni ambulatoriali saranno allineate ai livelli nazionali recepiti con l’intesa Stato‑Regioni. Le tariffe entreranno in vigore per le prestazioni prescritte a partire dal 21 settembre 2026. Contestualmente viene definita la programmazione definitiva per il 2026 e quella provvisoria per il 2027, con limiti di spesa e un numero massimo di prestazioni che ciascuna struttura privata accreditata potrà erogare per conto del Servizio sanitario regionale. In sostanza, l’obiettivo è rendere più chiaro e controllabile il flusso di visite e interventi, sostenendo una gestione più efficiente delle risorse disponibili.
Il secondo provvedimento riguarda la governance del sistema sanitario: criteri più strutturati per la distribuzione delle risorse tra le aziende sanitarie e lo schema di contratto con le strutture accreditate. Si prospetta una revisione del modello di riparto, che invece di basarsi sulla spesa storica potrebbe enfatizzare indicatori di qualità e rapidità delle procedure. In questa cornice, sei milioni di euro per l’anno in corso sono vincolati all’acquisto di prestazioni vere e proprie, con l’obiettivo di premiare l’efficacia e la celerità delle procedure.
Per Napoli, il quadro apre a una riorganizzazione delle agende diagnostiche e di riabilitazione, con particolare attenzione ai tempi di attesa e al ruolo delle strutture private accreditate in un territorio complesso: aree periferiche, quartieri popolosi e zone ad alta attività sportiva. Tra gli scenari concreti si prevedono miglioramenti nella programmazione delle visite di controllo per atleti e sportivi dilettanti, percorsi riabilitativi più chiari e una gestione più strutturata degli screening legati all’attività fisica. Allo stesso tempo, la dinamica di riparto potrebbe influire su come sedi pubbliche e private collaborano con le società sportive, soprattutto in corrispondenza di eventi e gare in calendario.
Anche se le decisioni non attribuiscono responsabilità su singole prestazioni, gli orientamenti di riparto determineranno l’organizzazione delle strutture accreditate nella provincia di Napoli e nei principali centri sportivi della città. Le settimane che verranno si annunciano decisive per tradurre le norme in attuazione operativa e per verificare se i cambiamenti riusciranno a tradursi in reali miglioramenti dei tempi di attesa per visite, controlli e percorsi riabilitativi legati all’attività sportiva.
Nei prossimi giorni resta alta l’attenzione sull’attuazione pratica delle nuove tariffe e su come Comune, ASL e strutture private collaboreranno per garantire servizi efficienti in corrispondenza di gare, eventi e incontri che animano Napoli.
