Cronaca di Napoli
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Stop produttivo a Caivano: 13 settimane di cig per i dipendenti PPG Industries

Stop produttivo a Caivano: 13 settimane di cig per i dipendenti PPG Industries

Caivano, Pascarola – È stato convocato dal Prefetto di Napoli un vertice per fare il punto sulla situazione dello stabilimento PPG Industries Italia, fermo dopo la fuoriuscita accidentale di solventi che ha portato al sequestro emesso dall’autorità giudiziaria. L’obiettivo: rilanciare la produzione, salvaguardare i posti di lavoro e garantire la massima sicurezza per lavoratori e comunità.

All’incontro hanno preso parte il sindaco di Caivano, rappresentanti dell’assessorato al Lavoro della Regione Campania, i vertici e i dirigenti della multinazionale, nonché i delegati dell’Unione Industriali di Napoli. Presenti anche le sigle sindacali di Cgil, Cisl e Uil, con i segretari di categoria. La discussione ha ruotato attorno alle modalità di gestione della crisi, alle prospettive occupazionali e ai passi necessari per la riapertura dello stabilimento, attualmente sottoposto a sequestro.

La prima questione messa sul tavolo è stata la tutela dei lavoratori durante la sospensione delle attività. L’azienda ha comunicato di aver avviato la procedura per accedere alla Cassa integrazione guadagni ordinaria (CIGO) per 13 settimane, misura pensata proprio per garantire una copertura salariale nel periodo di fermo. Si tratta di una cornice necessaria per gestire l’immediata contingenza occupazionale, in attesa di chiarire le condizioni che permetteranno la ripresa della produzione.

«Vogliamo ripartire in totale sicurezza». È la frase che ha fatto da cornice al members del vertice, riportata come motto del management di PPG Industries Italia. I dirigenti hanno ribadito la volontà di tornare a lavorare nel rispetto delle norme di sicurezza, confidando nelle potenzialità dello stabilimento di Caivano e nelle prospettive industriali della regione. Secondo quanto riferito dai rappresentanti aziendali, l’impianto campano potrebbe registrare entro il 2027 una crescita dei volumi compresa tra il 3% e il 5%, una previsione che l’azienda associa al rafforzamento degli investimenti già programmati per consolidare la produzione nel contesto territoriale.

L’ultimo quinquennio è stato ricordato come periodo di impegni consistenti: circa 17 milioni di euro investiti dall’azienda, di cui oltre la metà destinati a potenziare i presidi di sicurezza sui luoghi di lavoro e a interventi a tutela ambientale. Una parte delle risorse è stata dedicata proprio a garantire condizioni operative più sicure e a mitigare l’impatto sull’ecosistema circostante, temi ritenuti prioritari nel percorso di ripresa.

Rimane però centrale l’esito dell’iter giudiziario che ha portato al sequestro. I partecipanti hanno espresso l’auspicio che la situazione possa essere risolta nel più breve tempo possibile, aprendo la strada a una riapertura controllata dello stabilimento. Le condizioni di dissequestro e le prescrizioni necessarie per la sicurezza dei lavoratori sono viste come elementi decisivi per determinare quando l’impianto tornerà a funzionare a pieno regime.

La Prefettura di Napoli ha confermato l’impegno a continuare a monitorare la vicenda, con l’obiettivo di contenere le ricadute occupazionali della sospensione e di accompagnare il percorso di ripresa produttiva nel rispetto delle esigenze di tutela dell’incolumità pubblica e privata. In questo senso, il tavolo ha ribadito la necessità di un dialogo costante tra istituzioni, azienda e parte sociale per trasformare la fase di emergenza in una ripartenza sostenibile.

Nel frattempo, resta centrale la salvaguardia delle condizioni di lavoro e la tutela della comunità di Caivano, affidata a una sinergia tra enti locali, Regione e impresa. L’attesa è ora concentrata sul dissequestro e sulle condizioni che permetteranno di riavviare la produzione, mantenendo ferma la bussola della sicurezza e della qualità ambientale.

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