Sorrento è al centro di un’operazione contabile che rischia di ridisegnare i contorni della promozione culturale comunale degli ultimi tre anni. La Procura regionale della Corte dei Conti per la Campania ha citato in giudizio un ex dirigente del settore Cultura del Comune costiero e un istruttore amministrativo, contestando loro un danno erariale superiore ai 190 mila euro. La prima udienza è fissata per il 23 marzo 2027 davanti alla Sezione giurisdizionale della Campania.
Secondo quanto emerge dalla ricostruzione firmata dai viceprocuratori Licia Centro e Ferruccio Capalbo, la liquidazione dei fondi pubblici a favore della Vis Factor srl sarebbe avvenuta senza un’adeguata istruttoria né i necessari documenti giustificativi. Al centro dell’inchiesta, quindi, le edizioni 2023 e 2024 della rassegna “Sorrento d’autore” e il convegno del 2023 intitolato “Mediterraneo, il ponte dell’energia sicura e sostenibile”.
Per quest’ultimo evento, che avrebbe comportato circa 45 mila euro di spesa pubblica, l’accusa sostiene che non vi sia stata alcuna pubblicizzazione e che la manifestazione non sia mai stata realizzata nella forma prevista dalla proposta originale. L’ipotesi è che l’evento non abbia avuto l’effettiva attuazione come programmato, nonostante il pressing di impegni di spesa registrati nelle annotazioni contabili.
Le verifiche, avviate a gennaio 2025 a seguito di un verbale della Struttura di supporto al Responsabile della prevenzione della corruzione del Comune di Sorrento e sollecitate da un’interrogazione consiliare, hanno messo in evidenza una differenza “sproporzionata” tra le somme versate dall’ente e quanto praticato, in modo analogo, da altre realtà territoriali. In particolare, la Guardia di Finanza ha confrontato i casi di Capri d’autore (2024) e Ponza d’autore (2025), dove la gestione è risultata gratuita o caratterizzata da rimborsi inferiori ai 10 mila euro, con le erogazioni a Sorrento, che hanno superato i 200 mila euro complessivi, senza criteri di selezione o affidamento predeterminati.
La mappa delle spese controlate dai magistrati contabili delinea una gestione disordinata: tra le spese accertate figurano voci generiche quali “consulenze” e “spese organizzative” non rendicontate, oltre a una rassegna stampa che manca di un report finale o di una lettera di incarico al giornalista. Alcuni esempi contestati mostrano una certa ambiguità operativa: un soggiorno alberghiero di 768,50 euro che comprendeva servizi di wellness e altri servizi di cortesia, l’acquisto di 250 copie del libro “Fiamme dal passato” per oltre 3.300 euro senza indicare a quali scopi fosse destinato il materiale, e una fattura da 61 mila euro emessa a favore della Spin Factor srl, azienda che condivideva sede legale e rappresentanza con Vis Factor.
Ora la parola passa ai giudici della Corte dei Conti: nel 2027 dovranno stabilire se esista stata una condotta di cattiva gestione nell’amministrazione delle risorse comunali, e quali siano le responsabilità concrete. Nel frattempo, il caso mette sul tavolo una questione di fondo per la costa sorrentina: come garantire trasparenza ed efficacia nella promozione culturale pubblica senza rischiare irregolarità nelle procedure di affidamento e rendicontazione.
