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Rovigliano: 1.000 firme per bloccare la speculazione sullo Scoglio e chiedere alla Regione di esercitare la prelazione

Rovigliano: 1.000 firme per bloccare la speculazione sullo Scoglio e chiedere alla Regione di esercitare la prelazione

Castellammare di Stabia e Torre Annunziata continuano a discutere del destino dello Scoglio di Rovigliano, posto all’ingresso del Sarno e simbolo identitario del Golfo di Napoli. Una petizione lanciata online ha superato quota mille firme, trasformando la preoccupazione per l’isolotto in una sollecitazione pubblica per impedire che la “Petra Herculis” diventi proprietà privata e venga sottratta alla fruizione collettiva.

Lo Scoglio, che sorge tra le due località, custodisce testimonianze di una storia millenaria: sarebbe stato sede di un tempio dedicato a Ercole e resta visibile attraverso ruderi di fortificazioni antiche. Oltre al valore paesaggistico, l’isolotto è percepito come parte integrante del paesaggio costiero e della memoria cittadina, un elemento capace di raccontare la relazione tra territorio, mare e comunità.

La messa in vendita dell’immobile è stata ufficializzata a giugno 2026. Secondo quanto emerso, i proprietari avrebbero affidato l’incarico a un’agenzia specializzata nel mercato di lusso, con una valutazione che oscilla tra uno e due milioni di euro. Tra i potenziali acquirenti si tirano in ballo fondi di investimento e operatori del settore turistico, alimentando timori di una possibile privatizzazione che restringerebbe l’accesso pubblico allo Scoglio.

“Ciò che è di tutti non può diventare affare di pochi” è la frase chiave della mobilitazione, che punta a trasformare la protesta in un progetto concreto di tutela e valorizzazione condivisa. I promotori chiedono che la comunità resti protagonista della gestione del bene e che lo scoglio continui a essere un bene comune, non una semplice unità immobiliare.

Una delle direttrici della richiesta riguarda l’azione della Regione Campania, chiamata a valutare l’esercizio del diritto di prelazione previsto dalla normativa sulla tutela dei beni culturali. Lo Scoglio di Rovigliano è tutelato come bene culturale, condizione che, in determinate circostanze, permette all’amministrazione di acquisirlo al prezzo di vendita per evitare aste. Il trasferimento di un bene vincolato va denunciato al Ministero della Cultura, e decorre un termine di 180 giorni durante il quale lo Stato può esercitare la prelazione. In questo contesto è stata avanzata anche un’interrogazione dal senatore Orfeo Mazzella per verificare la correttezza delle trattative e valutare l’acquisizione pubblica.

Il dibattito non si esaurisce nell’immediato. Tra le proposte che emergono vi è la possibilità di restituire lo Scoglio alla collettività attraverso progetti di valorizzazione pubblica: un osservatorio della biodiversità, un polo dedicato all’archeologia marina o un tavolo di confronto tra Regione, comuni interessati, Soprintendenza e Parco archeologico di Pompei. L’auspicio è trasformare una firma civica in una progettualità concreta, capace di legare il territorio all’innovazione scientifica e al valore educativo per le nuove generazioni.

In definitiva, Rovigliano non è solo una superficie da financializzare: per i firmatari della petizione e per molte realtà locali rappresenta un tratto identitario, una finestra sul mare e un patrimonio da custodire. La sfida è tradurre le oltre mille adesioni in azioni operative capaci di mantenere lo Scoglio aperto e accessibile, restituendolo alla collettività e inserendolo in un percorso di valorizzazione integrata che coinvolga istituzioni, comunità e opportunità culturali.

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