Un’indagine della Procura di Napoli, coordinata dalla sezione Ambiente, Edilizia e Urbanistica, mette in luce un caso di presunte irregolarità legate ai fondi pubblici destinati alla ricostruzione di un complesso storico a Lacco Ameno, Ischia. Due persone risultano indagate per indebita percezione di erogazioni pubbliche e falsità ideologica, mentre la Guardia di Finanza ha disposto un sequestro preventivo di oltre 356 mila euro, su ordine del gip del Tribunale di Napoli. L’immobile, parzialmente lesionato dal terremoto del 2017, è al centro di un procedimento che esamina la congruenza tra danni dichiarati, superficie ammessa e importi erogati.
Il quadro istruttorio si concentra su una prima traccia investigativa che parte dall’erogazione di un contributo pubblico di 618 mila euro destinato agli interventi di riparazione e ricostruzione del complesso. Al momento degli accertamenti, erano stati già erogati 347.592 euro. L’analisi delle carte tecniche ha evidenziato, secondo l’accusa, incongruenze tra la documentazione presentata per ottenere il contributo e la reale estensione dei danni osservati sul fabbricato.
Due perizie emergerebbero come snodi centrali delle verifiche. Una, redatta nel 2018 da un professionista incaricato dalla proprietà, aveva certificato l’abitabilità di sette delle dieci unità dell’edificio, con sgombero ordinato subito dopo il sisma ma parzialmente revocato l’anno successivo. Nel 2020, in vista della domanda di contributo, lo stesso tecnico avrebbe invece attestato danni che interessavano l’intero immobile, permettendo di includere l’intera superficie nel beneficio pubblico. L’ipotesi accusatoria verte proprio sulla differenza tra queste due valutazioni e sull’impatto che tale discrepanza avrebbe avuto sull’importo del contributo.
A seguito di queste risultanze, la struttura commissariale è stata informata per sospendere l’erogazione della rata residua, pari a 261.763 euro. Parallelamente, le fiamme gialle hanno proceduto al sequestro preventivo dei saldi dei conti correnti riconducibili ai due indagati e, fino alla concorrenza del profitto del presunto reato, dell’intero immobile interessato dagli interventi. L’obiettivo è impedire la disponibilità di somme e beni in attesa degli sviluppi giudiziari.
La vicenda rientra in un contesto più ampio di controlli sull’impiego dei fondi pubblici destinati alla riparazione e alla ricostruzione degli edifici danneggiati dal sisma del 2017. Le valutazioni tecniche, la verifica della corrispondenza tra quanto dichiarato e le condizioni reali degli immobili e le conseguenze finanziarie rimangono ora al centro delle indagini, coordinate dalla Procura di Napoli con la partecipazione della Guardia di Finanza di Ischia.
I soggetti coinvolti, tra cui la proprietaria del complesso e il tecnico incaricato, restano formalmente innocenti fino a eventuali accertamenti definitivi. Il decreto di sequestro è impugnabile, come previsto dalla legge, e l’intera vicenda continuerà a essere oggetto di ulteriori verifiche tecniche e investigative per chiarire responsabilità e dinamiche della richiesta di contributo.
