Pozzuoli, una tragedia in una struttura privata accreditata con il Servizio Sanitario Nazionale ha acceso l’attenzione sulla tutela dei diritti delle persone con disabilità. Ruslan, 24 anni affetto da disturbo dello spettro autistico, è deceduto dopo una caduta dal terzo piano: la magistratura ha aperto un’inchiesta e al momento l’ipotesi considerata è quella del suicidio, ma la famiglia pretende risposte sulle modalità di assistenza e sulla sorveglianza.
A fornire i primi contorni della vicenda è la madre, Yana Matvieieva, residente a Qualiano. Secondo la sua versione, avrebbe ricevuto una telefonata d’urgenza dal centro e si sarebbe precipitata sul posto; lì, il titolare della struttura l’avrebbe informata della tragedia, comunicandole che Ruslan era deceduto nonostante i tentativi di rianimazione.
“Ruslan era dolcissimo, un cucciolo con la memoria di un computer. Anche quando attraversava momenti di aggressività, subito dopo si scusava sempre”, ha ricordato la madre ai microfoni del TgR Campania, esprimendo incredulità e dolore. I familiari hanno avanzato dubbi sulle procedure di sicurezza a cui il ragazzo doveva essere sottoposto: ospite h24, avrebbe dovuto beneficiare di un regime di assistenza rafforzata con due operatori presenti in pianta. “Dove erano gli addetti? Perché non lo hanno rincorso e fermato?”, ha chiesto la madre.
Un ulteriore elemento di perplessità riguarda la videosorveglianza: le telecamere che avrebbero potuto documentare la dinamica dell’accaduto sarebbero risultate non funzionanti, con la struttura che ha attribuito la problematica a motivazioni legate a privacy e alla tutela dei lavoratori, spiegazioni su cui ora dovrà fare chiarezza la magistratura.
La salma di Ruslan è stata sequestrata dall’autorità giudiziaria. L’esame autoptico, programmato per venerdì, servirà a chiarire gli aspetti medico-legali della caduta prima del dissequestro che consentirà alla famiglia di celebrare i funerali. L’avvocato che assiste la madre, Sergio Pisani, è affiancato dall’associazione La Battaglia di Andrea, da tempo impegnata nella tutela dei diritti delle persone con disabilità. “Sarà indispensabile verificare con la massima accuratezza le modalità di assistenza, l’organizzazione della sorveglianza e ricostruire con esattezza l’intera sequenza degli eventi”, ha spiegato il legale.
La vicenda ha colpito anche la comunità di Qualiano. Il sindaco, Raffaele De Leonardis, ha espresso vicinanza alla famiglia e ha chiesto che le forze dell’ordine e la Magistratura forniscano risposte chiare e tempestive: “È un’altra notizia di quelle che non vorremmo ricevere: una giovane vita spezzata e una famiglia devastata. Da genitore comprendo le ragioni di una madre che chiede tutta la verità; da sindaco ho già assicurato la massima disponibilità a sostenerla”.
Mentre proseguono gli accertamenti, la famiglia e i loro legali chiedono che vengano messe in chiaro le responsabilità riguardo all’assistenza e alla vigilanza dedicata a Ruslan, nonché l’adeguatezza dei protocolli di sicurezza e delle misure di protezione messe in atto in un contesto di cura per persone fragili. Nel frattempo, la magistratura continua le verifiche necessarie per chiarire cosa sia effettivamente accaduto quella notte, e quale ruolo abbiano avuto eventuali lacune nei controlli e nella sorveglianza.
