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Pompei: aggressione al mercato dei fiori, arrestato un affiliato al branco

Pompei: aggressione al mercato dei fiori, arrestato un affiliato al branco

Pompei, una notte di fuoco davanti al Mercato dei Fiori si è conclusa con un’inaspettata svolta nelle indagini: un giovane del posto è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, ritenuto uno dei responsabili di una spedizione punitiva che aveva preso di mira la zona. Secondo una prima ricostruzione investigativa, l’episodio sarebbe scaturito da vecchi rancori personali e sfociato nell’aggressione violenta. L’ordinanza è stata emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della Procura della Repubblica.

Le accuse contestate all’indagato sono gravi: lesioni personali aggravate, furto aggravato in concorso e porto abusivo di armi od oggetti atti ad offendere. L’imputato, già detenuto per un’altra vicenda, è stato accompagnato direttamente nel carcere di Poggioreale, dove si trova a seguito della notifica emanata in custodia cautelare.

La ricostruzione fornita dall’apparato investigativo descrive una dinamica molto rapida: nella notte del 20 giugno, nel contesto di una zona commerciale di Pompei, l’uomo sarebbe stato circondato da un gruppo di giovani tra cui figurava lo stesso indagato. In breve tempo la situazione degenerava: la vittima è stata assalita con calci e pugni e, subito dopo, colpita con un coltello. Le ferite riportate sono serie: perforazioni e lacerazioni tra anca e coscia, accompagnate da una frattura dell’acetabolo, con una prognosi di sei decine di giorni dichiarata dai sanitari.

Non è tutto: secondo quanto acquisito, mentre la vittima giaceva ferita a terra, l’indagato avrebbe coordinato un complice affinché rubasse le chiavi della moto personale della vittima, una Kawasaki Z900, per poi dileguarsi nell’oscurità. L’ipotesi avanzata dagli inquirenti è che l’episodio fosse aperto da motivazioni futili, caratterizzate da destrezza nell’esecuzione del furto e da un commento motivazionale legato all’alterazione della difesa della vittima.

L’indagine ha trovato supporto in una sequenza di elementi raccolti in modo coordinato: filmati provenienti dai sistemi di videosorveglianza della zona, incrociati con testimonianze e riconoscimenti fotografici dei singoli episodi. Grazie a questo lavoro, gli investigatori hanno delineato un quadro indiziario solido in tema di aggravanti notturne e di furto, circostanze che hanno consolidato la posizione dell’indagato nel fascicolo in fase di indagini preliminari.

La notifica è avvenuta mentre l’indagato si trovava già in regime detentivo per un’altra vicenda; ora resta in attesa di eventuali sviluppi procedurali. Come previsto dalla legge, la possibilità di impugnare la misura cautelare dinanzi al Tribunale del Riesame rimane aperta, e la responsabilità penale verrà accertata solo con una eventuale sentenza definitiva.

Gli esiti delle prossime settimane serviranno a chiarire ulteriormente la dinamica dell’intera vicenda e la posizione di eventuali complici. Intanto, gli accertamenti continuano, con l’obiettivo di risalire ai contorni precisi dell’episodio e di confermare o infirmare le ipotesi finora avanzate dagli inquirenti.

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