Funerali di Greta Astarita e Nicolò a Piano di Sorrento: lutto cittadino e un’inchiesta che guarda alla sanità campana
Piano di Sorrento piange Greta Astarita e il piccolo Nicolò. I funerali della donna, incinta al settimo mese, e del neonato si svolgeranno martedì 20 ottobre alle 11:30 nella Basilica di San Michele Arcangelo. Il sindaco della città ha proclamato lutto cittadino per tutta la giornata, offrendo alla comunità un momento di raccoglimento di fronte a una tragedia che ha toccato profondamente l’intera penisola sorrentina.
Parallelamente alla nota umana, sul versante giudiziario la Campania è chiamata a fare luce su quanto accaduto. La Procura della Repubblica di Torre Annunziata ha aperto un fascicolo per duplice omicidio colposo in ambito sanitario e ha iscritto nel registro degli indagati dieci professionisti della sanità: otto medici dell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia e due dell’Ospedale del Mare di Napoli. L’atto ufficiale è volto a permettere agli inquirenti di acquisire elementi a supporto di eventuali responsabilità nel percorso assistenziale della paziente.
Accanto all’inchiesta penale, l’Asl Napoli 3 Sud ha avviato un audit interno per verificare la catena di decisioni cliniche che ha accompagnato i giorni cruciali della vicenda. È un passaggio comune in contesti simili, finalizzato a fare luce su eventuali margini di intervento o requisiti non rispettati, senza anticipare esiti o responsabilità.
L’esame autoptico, di cui si è avuta conoscenza nelle ricostruzioni iniziali, segnala uno stato trombotico massivo accompagnato dalla presenza di numerosi coaguli che avrebbero contribuito al collasso improvviso. Una descrizione che, al momento, gli investigatori dovranno far coniugare con gli elementi clinici e le cartelle mediche, per stabilire se ci siano stati margini di intervento o se si sia trattato di un evento avverso imprevedibile. Le parti legali che assistono gli indagati hanno invece evidenziato la possibile imprevedibilità della patologia trombotica, rimandando a perizie medico-legali e a una comparazione puntuale tra diverse cartelle cliniche.
La ricostruzione cronologica fornita agli inquirenti mostra Greta Astarita ricoverata inizialmente per dolori all’inguine, con una serie di accertamenti diagnostici seguiti dalla decisione di dimettere la paziente. Poche ore dopo, la situazione è precipitata: la donna è tornata in emergenza al nosocomio di Castellammare, dove è stato eseguito un cesareo di urgenza. Nicolò è venuto al mondo ma è deceduto circa mezz’ora dopo la nascita. Greta, in condizioni gravissime, è stata successivamente trasferita d’urgenza all’Ospedale del Mare di Napoli, dove è deceduta poco tempo dopo il parto.
In tutto il quadro, resta da chiarire quale sia stata la gestione clinica e se eventuali scelte mediche abbiano influito sugli esiti, oppure se si sia trattato di un evento avverso intrinsecamente imprevedibile. La comunità campana, e in particolare quella della Penisola Sorrentina, segue con apprensione l’evolversi delle indagini, chiedendo trasparenza e verità sui minuti decisivi che hanno preceduto la tragedia.
La storia resta aperta: tra lutto, accertamenti e scrutinio delle procedure sanitarie, la città attende risposte su responsabilità, tempistiche e interventi futuri, convinta che chiarezza e correttezza possano offrire una memoria dignitosa a Greta e a Nicolò, e una lezione utile a una sanità pubblica che tutti desiderano più sicura.
