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Pasquale Sica torna libero mentre il Riesame conferma l’associazione del clan Petrone-Puccinelli

Pasquale Sica torna libero mentre il Riesame conferma l’associazione del clan Petrone-Puccinelli

Riesame chiude un capitolo decisivo sul clan Petrone-Puccinelli: confermate le accuse principali, ma Pasquale Sica ottiene la scarcerazione

Si chiude il primo atto di una vicenda giudiziaria complessa legata all’ultima ordinanza di custodia cautelare che aveva colpito il clan Petrone-Puccinelli. La Ottava Sezione del Tribunale del Riesame ha validato l’impianto accusatorio, ribadendo l’esistenza di un’associazione finalizzata allo spaccio e l’aggravante mafiosa, con le indicative modalità camorristiche che hanno interessato l’area flegrea, territorio circostante il capoluogo campano.

La prova molteplice indicata dagli inquirenti non risiede solo nelle deposizioni di collaboratori di giustizia né nelle ispezioni di polizia giudiziaria. A distinguersi è soprattutto un elemento investigativo chiave: video ad alta definizione registrati da una microcamera posizionata dai Carabinieri all’interno della principale piazza di spaccio del gruppo. Le immagini hanno documentato in presa diretta le fasi operative dell’organizzazione, fornendo una cornice visiva alle ricostruzioni investigative.

L’esame del Riesame, concentrato sul nucleo accusatorio, ha stabilito che la tessitura dell’associazione finalizzata allo spaccio resta solida e che l’aggravante mafiosa è giustificata dalla presenza di strumenti di intimidazione e di un metodo organizzato, attribuibili al gruppo attivo nell’area flegrea. In questo passaggio, i giudici hanno confermato la pericolosità e la coerenza interna dell’indagine, ratificando l’impianto complessivo delle imputazioni.

Sul fronte delle persone coinvolte, una parte della vicenda ha registrato un formatto sorprendente. Pasquale Sica, finito nell’orbita delle misure cautelari iniziali, è stato scarcerato dal Riesame: la difesa, rappresentata dall’avvocato Marco Bernardo, è riuscita a far valere la retrazione degli elementi ritenuti gravi indizi di colpevolezza. Il quadro accusatorio che lo riguardava comprendeva anche riferimenti a presunte affiliazioni al sodalizio, nonché i contributi di due collaboratori di giustizia, Vigilia e Pesce, provenienti rispettivamente da Soccavo e Pianura. Tuttavia, secondo il verdetto, né l’ipotesi di partecipazione al sodalizio né le accuse di spaccio hanno retto al vaglio dell’Ufficio del Riesame, facendo cadere la posizione di Sica.

Il provvedimento del Riesame, pur valorizzando la tenuta delle indagini e la solidità dell’impianto accusatorio contro la maggior parte del gruppo, lascia emergere una dinamica processuale in evoluzione. Le figure coinvolte restano al centro del contenzioso giudiziario, e la cornice di prove, inclusa la registrazione video, continua a essere citata come elemento chiave per la ricostruzione delle attività del clan. In attesa di ulteriori sviluppi, l’appello processuale resta aperto e le autorità proseguono nell’analisi degli elementi raccolti.

Nel contesto di una Napoli e delle sue immediate realtà di campo, la vicenda evidenzia una lotta giudiziaria che resta in equilibrio tra conferme di chiara valenza investigativa e revisioni mirate su singole posizioni individuali. Le conclusioni del Riesame, quindi, segnano una tappa significativa ma non definitiva: la macchina processuale continua a muovere i suoi pezzi, con la Procura e le difese chiamate a confrontarsi sui capitoli rimasti in discussione e sulle potenziali evoluzioni delle posizioni restanti.

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