Blitz della Guardia di Finanza tra Napoli e Roma smonta una rete di falsari operante con una filiera integrata. Tre artigiani locali sono stati fermati durante una perquisizione, sorpresi al lavoro con banconote pronte all’uso e strumenti professionali in una modalità che rievoca una produzione mirata e “su misura” per il mercato parallelo.
La ricostruzione degli investigatori individua una organizzazione a due sedi: la fase iniziale prendeva forma in una tipografia situata nelle vicinanze dell’aeroporto di Capodichino, dove avveniva la preparazione delle banconote. Il materiale grezzo veniva poi trasferito in un laboratorio più raffinato nel quartiere Chiaia, dove venivano rifinite le banconote e si curavano i dettagli di produzione. Il valore complessivo del lotto, secondo le stime degli inquirenti, si aggirerebbe intorno ai 400.000 euro.
All’interno del laboratorio di Chiaia sono stati sequestrati oltre 12.000 pezzi tra banconote da 20 e da 50 euro, insieme a una dotazione tecnologica di tutto rispetto: stampanti professionali, plastificatrici, taglierine, rotoli di foil e carta con filigrane false. Strumenti e materiali che indicano una produzione metodica e ben oliata, attribuita agli stessi operatori al “Napoli Group”, marchio di fabbrica associato a una rete di falsificazione ormai nota agli inquirenti.
Ma la capacità produttiva non si fermava alle banconote: nel laboratorio sono state rinvenute bozze di stampa per passaporti italiani e ologrammi per carte d’identità elettroniche, accanto a oggetti di valore come orologi e gioielli, oltre alle fatture di acquisto dei macchinari, a testimonianza di una gestione contabile che cercava di dare al build-up una parvenza di normalità.
Gli arresti hanno coinvolto tre individui, già noti alle forze dell’ordine per precedenti specifici. Dopo l’intervento, i tre sono stati trasferiti alla Casa Circondariale di Poggioreale; il 2 ottobre il tribunale ha convalidato l’arresto. Rimane ferma la presunzione di innocenza fino a una eventuale sentenza definitiva, ma l’operazione ha certamente segnato un decisivo rallentamento per questa “producibilità” parallela, che, secondo i produttori di falsi, sembrava pronta a saturare il mercato locale e oltre. Le indagini proseguono per chiarire eventuali contatti con altri soggetti e estensione della rete.
