Una operazione congiunta della Guardia di Finanza di Napoli e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (Ufficio Antifrode Regionale della Direzione Territoriale Campania) ha portato al sequestro preventivo di un’unità navale battente bandiera delle Isole Cayman. Il provvedimento è stato emesso d’urgenza dalla Procura della Repubblica e applicato nell’ambito di un’indagine volta a tutelare le risorse erariali e a verificare eventuali violazioni legate al regime di ammissione temporanea.
L’intervento è stato accompagnato da una ricostruzione che evidenzia l’andamento recente della nave: sarebbe rimasta inattiva a terra per un periodo sostanziale e, soltanto poco prima dell’atto cautelare, sarebbe stata riportata in acqua e in moto. La complessità della vicenda ha spinto i magistrati a ritenere necessaria una misura di sequestro connessa sia alla tutela delle entrate erariali sia alla possibilità di una confisca qualora emergessero profili di illegittimità.
L’ipotesi investigativa al centro dell’ordinanza riguarda una presunta permanenza dell’imbarcazione nel territorio doganale dell’Unione Europea oltre i limiti consentiti dal regime di ammissione temporanea. Secondo gli elementi finora emersi, non sarebbe stata effettuata né la riesportazione né la regolarizzazione dei diritti di confine, con la conseguenza di ritenuta indebita fruizione del beneficio doganale e di una stima di tributi non versati pari a circa 572.000 euro.
Un nuovo elemento di rilievo riguarda la dichiarazione presentata all’Autorità Portuale di Ostia dal legale rappresentante della società armatrice, relativa all’arrivo dell’imbarcazione da Hammamet, in Tunisia, il 15 maggio 2023. L’inchiesta, tuttavia, avrebbe prudentemente messo in discussione la veridicità di quel documento: la ricostruzione degli investigatori colloca l’unità nelle acque del Golfo di Napoli, senza interruzioni, dal giugno 2022 all’ottobre 2026. Secondo le =fonti investigative, la nave sarebbe stata varata il 20 maggio 2023, mentre in precedenza avrebbe sostato in cantiere a Torre Annunziata (Marina di Torre Annunziata) fino al varo.
La vicenda è stata presentata come testimonianza dell’efficacia della collaborazione tra Guardia di Finanza e ADM, sancita anche dalProtocollo d’intesa tra le due amministrazioni. L’esito dell’attività è riferito a un lavoro congiunto finalizzato alla lotta contro frodi doganali e fiscali, con l’obiettivo di proteggere le risorse pubbliche nazionali e comunitarie e di presidiare la legalità economica.
Attualmente il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Il provvedimento cautelare reale resta soggetto a convalida da parte del GIP e potrebbe essere impugnato dinanzi al Tribunale del Riesame. In attesa dell’esito, resta valida la cornice della presunzione di innocenza: nessuna conclusione su colpevolezza o responsabilità definitiva può essere raggiunta prima di una pronuncia giudiziaria irrecorribile.
Il caso, che interessa Napoli e la Campania, richiama l’attenzione sull’uso corretto dei meccanismi di ammissione temporanea e sul controllo dei movimenti di unità navali straniere all’interno delle acque europee. Restano da chiarire ulteriori dettagli investigativi, inclusi gli eventuali sviluppi contabili e giuridici, nonché le eventuali conseguenze finanziarie e procedurali legate all’intervento.
